Castronuovo di S. A. un’anomalia politica nel panorama dei piccoli comuni lucani

Sono Alessandro Di Sario, segretario del circolo PD di Castronuovo di Sant’Andrea da poco più di 2 anni e sento l’esigenza di farvi pervenire questa mia riflessione a pochi mesi dalla fine della competizione elettorale che ha confermato alla carica di sindaco l’imprenditore Antonio Bulfaro, eletto per la 5^ volta non consecutiva. Quella del 2020, è stata la mia prima esperienza diretta in una competizione amministrativa.

Castronuovo S. A.

La sconfitta elettorale della compagine di cui anche io facevo parte, ha naturalmente molte cause. Prima fra tutte l’estrema difficoltà di scardinare il sistema di potere costruito dal sindaco in carica nel corso dell’ultimo lustro.

Nonostante ciò ritengo che, in ogni caso, per una lista civica, composta essenzialmente da giovani sottopostasi per la prima volta al giudizio degli elettori, aver ottenuto il 42% dei consensi non è certo un risultato da poco. Il mio intento, nonostante il poco tempo a disposizione e le forti resistenze all’interno del mio stesso partito, è stato quello di dare spazio a tutti coloro che avevano intenzione di partecipare alla vita politica del paese, lasciando da parte gli egoismi, i personalismi e i trasformismi che hanno minato negli anni la fiducia dei cittadini nei confronti dei propri rappresentanti.

Ho ben presenti le cause che hanno determinato il risultato negativo. E ciò in seguito sia ad una mia personale analisi che in conseguenza di quanto cittadini e simpatizzanti hanno esternato nei miei confronti.

Esse si possono sinteticamente riassumere in alcuni precisi assunti.

In primo luogo, ha pesato il non essere riusciti a costruire, anche a causa delle molte resistenze interne, un progetto politico convincente e credibile negli anni precedenti all’ultima competizione amministrativa. Un ruolo rilevante l’ha giocato, inoltre, il nostro rifiuto di tatticismi e compromessi. Non è mancato, per di più, il fuoco amico di chi non ha approvato il cambio di direzione politica del locale circolo PD per mero opportunismo.

Castronuovo S. A.

D’altronde, l’impresa di sconfiggere il sindaco in carica non appariva semplice fin dall’inizio. Questi, da ormai più di vent’anni, e ciò la dice lunga, costituisce un forte potere di condizionamento politico, sociale ed economico sulla piccola comunità di Castronuovo anche attraverso l’impresa edile di cui è proprietario, una delle più affermate dell’area.

La scelta del candidato sindaco da contrapporgli, da me fortemente voluta in qualità di segretario, va difesa anche a posteriori. Essa è stata, infatti, una scelta libera, democratica e condivisa da parte di un gruppo di uomini e donne privi di interessi di parte.

Infine, per l’esito finale, non meno importante, è risultato il peso destabilizzante di candidature poco più che virtuali che hanno avuto come unica conseguenza quella di non favorire, forse inconsapevolmente, la nascita di un fronte di opposizione unitario.

Ritengo che il “caso Castronuovo” sia emblematico di una situazione comune alla più parte dei piccoli centri lucani, sottoposti al volere di potentati che altro non hanno a cuore se non l’aspirazione di ricavarsi nicchie di potere che si trasformino in vantaggi tangibili, il più delle volte a scapito della concorrenza e della meritocrazia. In un recente passato, (legislatura Berardone 2011-2015) pareva essersi finalmente registrata un’inversione di tendenza: le iniziative, stavolta a vantaggio dell’intera comunità, e la rinata partecipazione alla vita politica sembravano aver definitivamente cancellato il verticismo personalistico incapace di mettersi al servizio di una comunità.

Si è invece, tornati, malauguratamente, al passato. Vale a dire al controllo capillare sul cittadino-elettore facendo leva sulle difficoltà e le fragilità di una comunità che, come molte altre attualmente, attraversa un momento di indicibile sofferenza.

Castronuovo S. A.

In buona sostanza, si ripresenterebbe, sotto non troppo mentite spoglie, la “politica” delle promesse elettorali, dell’elargizione di incarichi e appalti e del monopolio amministrativo, sociale ed economico. Per di più, trasformando il municipio quasi nel consiglio di amministrazione di una azienda privata, in cui la commistione tra ruolo politico e autonomia di funzione degli uffici comunali risulta sempre meno evidente.

A corroborare il tutto, vi è l’utilizzo strumentale e spregiudicato dei mezzi di comunicazione, con la strategia che io definirei del “piagnisteo”, attraverso il quale si rinnovano periodicamente appelli alle istituzioni ad erogare finanziamenti spesso funzionali solo alla ristretta cerchia di soliti noti.

In conclusione, l’anomalia politico-amministrativa riguardante Castronuovo di Sant’Andrea è costituita, cosa peraltro affatto rara in Italia, dall’eterna confusione di ruoli tra imprenditore e primo cittadino. Funzione, quest’ultima, che ha sempre prodotto ricadute significative sull’attività economica privata dello stesso primo cittadino.

Alessandro Di Sario

Allo stato attuale, dunque, sarebbe necessario, ancor prima che auspicabile, un rinnovamento profondo della classe politico-amministrativa. Tale ricambio, però, non può che compiersi anche con il contributo dei cittadini-elettori. Questi ultimi devono essere capaci di superare le logiche dei favoritismi, dei facili arricchimenti e dell’impunità per porsi nell’ottica opposta: quella dello spirito di servizio nei confronti della comunità. Può apparire solo facile retorica, parole destinate a cadere nel vuoto, ma finché vi sarà qualcuno disposto ad ascoltarle, esisterà ancora un barlume di speranza”.

Castronuovo di Sant’Andrea, 10-03-2021

Il segretario cittadino del PD Alessandro Di Sario

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