Una donna da ricordare

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, di cui abbiamo sentito parlare su tutti i mezzi di comunicazione con ricorrenze in tono minore, voglio ricordare agli anziani e far conoscere alle nuove generazioni di Francavilla sul Sinni una donna, IDA BABBINI di professione Ostetrica condotta dal 1930 al 1950 proveniente da Genova.

Ida Babbini

Prima d’allora, in paese la funzione di ostetrica veniva svolta da una “mammana”, una praticona che in condizioni igieniche precarie interveniva quando le donne dovevano partorire. Molte volte soprattutto nelle campagne le vicine si aiutavano fra di loro e, quando le condizioni erano disperate chiamavano il medico condotto.

Di ospedale non se ne parlava neanche perché il più vicino era a Potenza, il nostro capoluogo, che per raggiungerlo con i mezzi pubblici ci voleva una giornata.

In queste condizioni, la professionalità dell’ostetrica Babbini fu una manna dal cielo per la comunità francavillese. Le donne si rivolgevano a lei con fiducia e le cose migliorarono molto in termini di mortalità e cura per i neonati; anche se in quasi tutte le case mancava l’acqua corrente e l’energia elettrica non era sempre assicurata. Diamo per scontate le disagiate condizioni economiche. Molti diritti come aborto e divorzio non c’erano in quel periodo, però l’ostetrica, proveniente da Genova con idee progressiste, aiutava le donne bisognose di ricorrere alla pratica dell’aborto senza compenso. Per questo motivo fu denunciata e sospesa dal lavoro. Assolta, fu reintegrata al lavoro come risulta dalla Delibera n.1 del 4 gennaio 1935. Chiaramente possiamo evincere che era antifascista e che seppe mantenere buoni rapporti di amicizia con i compagni del paese. “La mammana” abitava in via Roma in una abitazione della “Presidente Giuseppina Rossi” nelle vicinanze della mia casa paterna. Pertanto, conservo un ricordo vivo di questa donna, che, di aspetto minuto e di costituzione gracile, aveva però una grande personalità, intelligenza viva, sensibilità unica per la democrazia e per gli ultimi e un amore smisurato per gli animali da compagnia. Ci sembrava stravagante il fatto che il suo cane Book e i gatti dormissero in un lettone con lei!!

Abitazione dell’ostetrica Ida Babbini

La mammana vecchia, così veniva chiamata dopo il pensionamento, veniva fornita dalla figlia di Genova di panettoni e tante lecconie per Natale. Noi ragazzini del vicinato ne mangiavamo gran parte (dopo averle reso qualche servizio-imbasciata). A volte diventava cattiva, quando nei pomeriggi d’estate veniva disturbato il suo riposo dai nostri giochi o dallo strimpellare di chitarre, fisarmonica e batteria dei giovanotti che si ritrovavano nella barberia del vicinato.

Funerali di Palmiro Togliatti

Ho ancora impresso nei miei occhi e nella mia mente il suo volto magro e rugoso (rassomigliava alla Bonino!!) solcato dalle lacrime quando, insieme, assistevamo ai funerali del Segretario Generale del PCI Palmiro Togliatti, morto il 21 agosto 1964, trasmesso dall’unico canale della TV.

Le sue spoglie giacciono in una tomba del nostro Cimitero, senza un fiore e, forse, senza una preghiera.

  1. Professore buongiorno.
    Ti ringrazio per questo bellissimo articolo e per la fantastica storia di questa signora.
    Si capisce subito che è una storia vissuta in primo piano e la splendida e minuziosa descrizione di molti particolari, lo testimonia.
    Una storia come questa,ambientata in anni in cui per le donne non era tutto così scontato, è un forte messaggio di libertà ed emancipazione.
    Sono veramente felice di ricevere i tuoi articoli,poiché ben scritti e stimolanti da leggere.

  2. Caro Antonio, innanzitutto buongiorno a te e alla cara Felicia! Mia madre diceva che quando sono nata io, il parto è stato assistito dalla signora Babbini .
    Anch’io la ricordo benissimo con il suo cappotto con pelliccia al collo e con il suo delizioso cagnolino.
    Al cimitero, io non ci vado il 2 novembre, ma quando vado passo sempre anche dalla signora Ida che, purtroppo, è seppellita in un posticino disagevole, per cui è possibile soltanto recitare “un requiem “…..
    ma il ricordo, la stima, la gratitudine non mancano (almeno nella mia famiglia, infatti l’ ho fatta vedere ,raccontando, anche a Dede’.
    Ti ringrazio per aver rinverdito in me dolci ricordi e ti auguro una buona giornata nell’amore della tua famiglia.

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