PD: “Democraticamente” – Un nuovo Partito Democratico

UN NUOVO PARTITO DEMOCRATICO – Nel decidere quale argomento trattare per l’ uscita di questo numero di “Democraticamente” ho optato per una riflessione sul momento delicato che vive il Partito Democratico, sia a livello nazionale che regionale.

Mario Maurella

Mai avrei immaginato, però, di dover assistere ad un’evoluzione talmente repentina dello scenario; così come ad una rivalutazione dell’immobilismo, il mio intendiamoci, che in questo caso si è rivelato a dir poco provvidenziale.

Provando a fare mente locale, ricomponendo i pezzi, non si può non partire dalla crisi del governo Conte bis e la sua conseguente caduta.

L’uscita di scena del governo giallorosso e del professor Conte ha sbaragliato le carte di un sodalizio col Movimento 5 Stelle che sembrava tanto ineluttabile quanto ‘numericamente’ necessario, visti gli sviluppi, forse, una maggiore cautela nel propinare l’hashtag ‘ #AvanticonConte’ sarebbe stata auspicabile, ma tant’è, del senno di poi, si sa, son piene le fosse.

L’avvento del governo Draghi e lo sconquasso del panorama politico nazionale che questo ha causato, ci consegnano un partito di nuovo al governo, avendo accolto l’appello del presidente Mattarella, ma, al contempo, dinanzi ad un bivio identitario e culturale, a domande troppo spesso eluse o volontariamente sottaciute.

Il dibattito che si è generato in queste settimane è parso privo di spirito critico ed onestà intellettuale.

Da un lato, le critiche legittime di alcuni amministratori indirizzate alla segreteria nazionale che sono state tacciate di “renzismo” ed ingratitudine, e bollate come la vergogna del segretario dimissionario.

D’altro canto, un’ulteriore e più che legittima difesa dell’operato di Nicola Zingaretti al quale, piaccia o meno, bisogna riconoscere i meriti ed il coraggio di questi due anni, le scelte dalle quali ha ricostruito una comunità lacerata e segnata della sconfitta elettorale del 2018, non tanto dal risultato della debacle, ma dal modo in cui questa si è presentata.

E nei confronti di Zingaretti, Orlando e Bettini, oltre che, appunto delle contestazioni ragionevoli su cui confrontarsi, sono piovuti rimproveri faziosi ed ideologici tanto insensati quanto vetusti e stucchevoli.

La sorpresa più grande, però, si è palesata con le dimissioni improvvise del segretario Zingaretti. Tralasciando le diverse accuse mosse al celeberrimo correntismo, la decisione è parsa eccessiva nonché simbolo dell’incapacità generale di dialogare e fare sintesi, affrontando le problematiche con consapevolezza e responsabilità.

Nel trambusto generale hanno risalito la corrente le sardine, alle quali è stato concesso un confronto sincero sulla situazione e le sfide che attendono il centrosinistra.

Dar loro voce ed ascoltarli è stato un gesto lodevole di Valentna Cuppi, presidente del PD, alla quale, inoltre, vanno i ringraziamenti per il lavoro svolto in questa fase di transizione; che ha ben pensato di accoglierli presso la sede del Nazareno.

Risultato?

Mattia Santori e co., non soltanto hanno sfruttato l’occasione per installare una parata di sacchi a pelo, calamita ideale per “pescare” giornalisti e fotografi, ma, in più, hanno ben pensato, per voce del loro leader, di dileggiare ed offendere iscritti e militanti del Partito Democratico, dall’alto di una “integerrimità “ politica e morale di dubbia provenienza, per altro sbandierando la non-iscrizione al PD come vanto e distintivo di catarsi ed incorruttibilità.

Ben venga il dialogo, ma che sia maturo e rispettoso.

In tutto ciò, l’ameno stupore è giunto direttamente da Oltralpe con l’invito, da parte dello stesso segretario uscente, ad assumere le redini ad Enrico Letta, uno padri fondatori del partito, già Presidente del Consiglio e più volte ministro, vice-segretario dell’era Bersani, direttore del prestigioso istituto di studi politici di Parigi “Sciences Po”, presidente dell’istituto Jacques Delors, creatore della Scuola di Politiche, insomma, un uomo dalla caratura intellettuale e politica enorme.

Ad Enrico Letta, eletto segretario nell’ultima Assemblea Nazionale, spetterà l’ambizioso compito di rilanciare l’azione del Partito Democratico sia al suo interno che nel Paese.

Nel discorso egregio ed appassionato rivolto dal neo-segretario all’assemblea ed a tutti i circoli, ai quali affida l’incombenza di discutere ed arricchire le proposte messe in campo, viene tracciato il percorso arduo ed entusiasmante che rivela il futuro dell’“agorà democratica” ed il lavoro che attende tutte le democratiche e i democratici, nel segno della verità e del moto sovversivo che questa comporta.

Enrico Letta

Progressisti nelle idee, riformisti nel metodo, radicali nei comportamenti”, centralità dei giovani e delle donne, lavoro, lotta alle diseguaglianze europeismo, partecipazione, solidarietà e prossimità, territorio, lotta al cambiamento climatico, Ius Soli, cooperazione, sostegno alla crescita del Mezzogiorno. In sostanza, nuovi paradigmi dinanzi ad una nuova realtà.

Queste le tante proposte, a cui farà seguito un vademecum, delineate come cardini della segreteria Letta, spinta propulsiva e di rilancio del partito, guidate dal riferimento ad “anima e cacciavite”, ovvero la capacità di far avanzare positivamente le idee ed i valori di questa nostra comunità, di questa Piazza Grande, assieme ad una attenta e significativa attitudine a riconoscere le istanze della società, a farsi riconoscere nella stessa.

Ad Enrico Letta ed a tutti noi gli auguri per una nuova sfida vincente, un nuovo avvincente inizio.

Viva il Partito Democratico!

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