Covid, c’è qualcosa che non funziona nel Palazzo

La Basilicata resta arancione e non godrà di nessuno degli alleggerimenti alla restrizioni previsti dal Decreto “Maggio” che scatteranno il prossimo 26 aprile.

Magari poco fa per chi ha uno stipendio pubblico o vive di rendite provenienti da quel mondo, ma chi vive della propria iniziativa e di quella cosa che si chiama mercato (cioè vendere qualcosa a qualcuno senza che ci sia obbligo da parte di nessuno….) è una differenza profonda perché stare chiusi nel weekend del primo maggio quando la regione vicina più grande è aperta nonostante una media di duemila contagi al giorno e il 20 per cento di tutti contagi della Nazione, è dura da comprendere.

Andiamo con ordine.

Si dirà paghiamo l’andamento delle ultime settimane, delle evidenti violazioni alla regole a Pasqua e Pasquetta (perché ognuno di noi pensa di essere immune perché unto dal Signore).

E’ vero. Qui vediamo l’andamento dei nuovi casi.

Fonte: Elaborazioni su dati del Dipartimento nazionale della Protezione Civile

Però c’è qualcosa che non torna: ieri il ministro della Salute, Speranza, ha firmato le ordinanze e assegnato alla zona gialla a regioni “impegnative” come la Campania e la Lombardia.

Mettendo insieme i dati di queste regioni, dell’intero Paese e della Basilicata si scopre tuttavia che quasi tutti gli indicatori sono peggiori nelle regioni gialle che la Basilicata.

 

 

Abbiamo provato a spiegare più volte che l’algoritmo che determina l’indice Rt di diffusione del contagio ha limiti per quanto riguarda il calcolo su regioni meno popolate.

Ora nella decisione della conferma dell’arancio ha ancora una volta pesato l’Rt che è l’unico parametro che condanna la Basilicata 1,24 contro lo 0,92 della Campania e lo 0,72 della Lombardia.

Tuttavia la Campania, per esempio, detiene il non invidiabile primato di avere il 20 per cento di tutti i positivi in Italia.

Cioè per spiegarla meglio: un positivo su 5 sta in Campania. Ma la Campania ha spiegato che si tratta di asintomatici o paucisintomatici (sintomi lievi). E infatti solo l’ 1,80% dei positivi campani e ospedalizzato.

Cosa che avrebbe dovuto fare la Basilicata che di ospedalizzato ne ha solo il 2,82% e come ha spiegato in dichiarazioni alla fine dell’incontro con il generale Figliuolo, il bucolico assessore regionale alla Sanità, cercando di spiegare la fiammata pasquale “andate a vedere l’età”, alludendo al fatto che si tratta di giovani positivi asintomatici.

A complemento di questo vale la pena ricordare che la percentuale a livello nazionale è il 5,25% e in Lombardia dell’8,55%.

L’altra questione che gli strateghi della sanità lucana non riescono a far capire al ministero della Salute (e non dovrebbe essere difficile visto che il signor ministro è di queste parti) è la questione demografico-geografica.

In questo momento per ogni chilometro quadrato in Basilicata ci sono 0,6 positivi, in Campania 6,7, in Lombardia 2,4 e in Italia 1,5.

Ancora siamo arancioni?

 

Fonte: https://new.basilicatapost.it/covid-ce-qualcosa-che-non-funziona-nel-palazzo/

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