Le castagne sono buone

Prendiamo in prestito il titolo di un film di Pietro Germi, “Le castagne sono buone” (del 1970) per sostenere e confermare che in quest’autunno le castagne sono davvero buone.

Armando Lostaglio

Sono “prene” di frutto (come si dice in gergo di una donna in attesa) quelle del Vulture (speciali per la varola di Melfi), come quelle di Accettura e di Gallipoli Cognato, ancor più colme sono le castagne del Monaco nella vicina Irpinia.

Le castagne che ritornano a scandire la stagione nel sottobosco umido, mentre declina verso l’inverno. Un altro freddo inverno attende le strade e i tetti da imbiancare.

Il camino acceso per riscaldarsi, come dall’asettico termosifone coperto dei panni da asciugare.

“Bisogna vivere senza stancarsi, guardare avanti e nutrirsi delle riserve vive elaborate dall’oblio in collaborazione con la memoria”

è quanto ci sollecita dal profondo meditativo Boris Pasternak, quello del Dottor Zivago e della neve eterna di Russia; nutrirsi delle riserve vive, come le castagne appunto, mentre scoppiettano sul fuoco.

E’ il prodigio dell’autunno, quel sapore che l’artista Patrizia Casiraro (buddista di ritorno che scrive come dipinge) avvicina alle quiete delle atmosfere cromatiche e dei profumi:

“Giallo nelle foglie della vite / Marrone bruciato nelle castagne / Profumo di verdure / il minestrone caldo tepore dal forno./ E il sapore pieno di un bel rosso nel bicchiere. / Autunno che scalda e ripara e accoglie / in un abbraccio psichedelico di sfumature. / Mi dice di tolleranza e di passaggi…”

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