Mastopeppino e le sue magie!

Pezzo la corte, l’antica “Spitarei“. Ora cimitero di cocci policromi e di straordinarie memorie. I reperti archeologici più preziosi sono stati depredati. La Regione , che doveva tutelarne il sito , vi ha costruito una grande vasca , con il complice consenso della Sovraintendenza alla Tutela dei Beni Archeologici e Culturali!

Giuseppe Peluso

Affacciata sulla Valle del Mercure fu crocevia, per l’orografia del Pollino, di popoli e culture che resero forte e fiorente l’Area della Magna Grecia. Fu teatro di tante battaglie, a partire dai Romani con i Cartaginesi di Annibale, in ripiegata da Agrumentum dopo la sconfitta del 547 a.c.

vecchia abitazione

Fu anche terra ospitale di viandanti, asceti e libertari senza meta.

Agli inizi del 1800, a Pezzo la Corte, prese temporanea dimora un singolare personaggio, di nome Mastopeppino. Forse proveniva da una delle tante Comunità Monastiche, allora fiorenti in Calabria, vere fucine di cultura e saperi.

Mastopeppino era un uomo generoso, fine scalpellino e abile falegname. Prestava la sua opera quasi gratuita. Impartiva lezioni di scrittura e di lettura in una Comunità segnata da proverbiale analfabetismo. Il suo ricordo è stato trasmesso da generazione in generazione.

È certo che nel 1837, quando fu inaugurata la Chiesa del Carmine di Pedali, costruita ad opera del mio antenato Carlucci Agostino, faceva bella mostra un portone di legno massiccio e intarsiato, realizzato di Mastopeppino.

La vasca d’irrigazione,

È durato fino al a qualche decennio fa, sostituito da uno nuovo, per mano di un bravo artigiano locale.

Mastopeppino era anche un esperto di medicina e, forse, di magia e stregoneria! Si racconta che un giorno, di ritorno dal suo abituale lavoro, fu vilmente malmenato da un “presunto signorotto” del luogo.

Mastopeppino subì in silenzio l’oltraggio, mentre tutti tacquero per timore del volgare offensore. Mastopeppino si rintanò nella sua umile dimora. Solo qualche latrato squarciava il cupo silenzio della notte insonne; meditava vendetta!

Il giorno dopo, di buon mattino, sentì bussare con insistenza alla sua porta. Era il prepotente signorotto che bussava e gridava forte: Mastopeppino, ti prego, aiutami.

Mio figlio sta molto male, non muove le braccia , sono storte dietro al collo non parla! Aiutami, è il più piccolo, il maschietto, il mio erede!

Ti dò quello che vuoi e ti prometto la mia protezione! So che sei esperto di medicina e sai fare anche le magie, salvalo!

Dopo tante accorate suppliche, Mastopeppino si alzò lentamente. Andò a sedersi, con gli arti doloranti allo sgabello che aveva fatto con le sue mani. Guardò in faccia il volgare signorotto dall’aspetto paonazzo e, con fare severo gli disse: “io non ho bisogno delle tue ricompense e della tua protezione. Vivo del mio lavoro e delle tante offerte che mi dà la povera gente“!

Il portone nuovo della chiesetta.

Ora torna alla tua casa, troverai tuo figlio e tua moglie vicini al fuoco scoppiettante, stanno bene e ti aspettano.

Cerca solo di non fare del bambino un uomo prepotente come sei tu.

Il rozzo signorotto corse a casa e trovò il suo piccolo guarito e felice.

Mastopeppino continuò a vivere con la sua proverbiale umiltà. Un giorno di fine febbraio si recò, in una vicina frazione, per fare visita ad una famiglia di contadini.

Si fermò fino a tarda sera per la cena, considerata la loro ospitalità. Prima del ritorno gli vennero anche regalati una caciotta e una treccia di salsiccia affumicata!

Solo in questi luoghi la sanno fare così bene! Mastopeppino non aveva messo sul conto che nei Paesi del Pollino l’inverno, spesso , riserva improvvise sorprese! Sulla via del ritorno, in località IERSI, fu colto da una violenta bufera di neve! Si riparò dietro una siepe, ma nel giro di poche ore ne fu completamente sommerso!

Il suo gracile corpo non resistette al gelido freddo. La primavera alle porte cominciò a sciogliere la neve, in quel luogo solitamente soleggiato. Una mattina, di buon ora, un contadino dedito alla caccia, vide uno stormo di uccelli che volteggiavano nell’aria proprio nella località IERSI. Si avvicinò e sparò alcuni colpi per allontanare volpi e rapaci che si aggiravano nei dintorni.

Chiesa di Pedali .

Dietro la siepe, accovacciato, trovò esanime il corpo di Mastopeppino. Era completamente integro.

Stringeva ancora tra le mani la caciotta e la salsiccia che, forse, l’avrebbero aiutato a superare quel rigido inverno!

Gli abitanti del luogo raccolsero i suoi resti per dargli dignitosa sepoltura.

A Pezzo la Corte, nel mio piccolo Villaggio, si ricorda ancora, con rispetto, Mastopeppino. Il mago gentiluomo.

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