Avellino e la Candelora

CANDELORA

La poesia che segue è del poeta irpino Gabriele De Masi, scritta per la festa della Candelora che ad Avellino ha un sapore di tradizione antica: evoca l’arrivo dei “femmenielli“, personaggi esclusi, emarginati ed irrisi che chiedono perdono e grazia, salendo al santuario di Montevergine e guardando la Madonna negli occhi.

Madonna-di-Montevergine

L’ icona, che la leggenda vuole sia stata realizzata da San Luca a Gerusalemme, ha una forza particolare: gli occhi seguono dovunque ci si giri in chiesa. Per questo, il poeta parla di Madonna dello sguardo. Sono versi toccanti, una preghiera che potrebbe sembrare espiazione e invece ci pone al cospetto delle colpe di chi a sua volta discrimina la diversità, attribuendo invettive verso coloro che giudichiamo diversi, e che solo la sacra mano materna di Maria sa proteggere incondizionatamente. Una celebrazione che vede la tradizione foriera di modernita’.

Armando Lostaglio

 

Montevergine

Santuario di Montevergine

Madonna dello sguardo,

il Bimbo in braccio, gli angeli

per lato, leggera sul trono

d’altare, sguardo che cerca

e non lascia, chiede, conosce

i profondi dolori, le grazie

impetrate, le speranze fondate.

Attendi, accogli la venuta

per l’erta santa , juta

verso il monte e non è pianto

che non consoli e asciughi,

sgomento che non ripiani

a noi in basso sul pendio,

sempre più affannati, non stanchi,

perché, Madonna dello sguardo,

una volta su, possa Tu fissarci

e noi, negli occhi, guardarti.

Gabriele De Masi

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