Note per un cortometraggio Aglianico diVino

E’ l’amore per la propria terra e per la linfa vitale che l’attraversa – l’aglianico – a stimolare quattro ragazzi, appassionati del web, ad immergersi nei meandri, anche i più oscuri, della rete. Siamo nell’area nord della Basilicata, alle pendici del Vulture, l’antico vulcano che da sempre sa riprodursi nei colori della vite e del pregiato vino, quel rosso rubino decantato già in epoca romana. “E’ il tufo che allatta la pianta e a rendere linfa vitale il vino del Vulture”: è l’antico adagio popolare proprio di queste comunità.

Ed è l’idea concettuale di un cortometraggio in fase di pre-produzione, nata da Enrico Sacco: Aglianico diVino il titolo. I quattro ragazzi (due ragazzi e due ragazze), durante un’approfondita ricerca, s’imbattono in una serie di informazioni che attirano la loro attenzione. Scoprono l’esistenza di un documento storico che descrive la vera composizione dell’Eleanico, probabilmente nascosto in una cantina di Rionero in Vulture. Decidono di approfondire gli elementi, e recarsi quindi in vari luoghi per scoprire dove è celato il documento che potrebbe dare una svolta anche economica al loro futuro. Cominciano così a esplorare in varie direzioni: dalla Biblioteca Giustino Fortunato ai proprietari di cantine di vasta produzione, interrogando anche gli ultimi anziani contadini.

Concluse le ricerche, i giovani si ritroveranno a discutere dei risultati e obbligati ad agire sulle indicazioni di un vecchio contadino.

Il progetto filmico di Enrico Sacco è un crossmediale, in grado cioè di muoversi tra le più diverse piattaforme distributive e di incarnarsi su media differenti secondo le regole della convergenza. Il film è prodotto dall’Associazione Culturale Radio Vulture, affiancata dall’agenzia di comunicazione Exibarte, cui si aggiunge la realizzazione di un graphic novel a fumetti che non sia una mera trasposizione della storia dalla celluloide alla carta, ma che ne rappresenti un complemento.

La sceneggiatura del corto è stata redatta da Enrico Sacco insieme a Alberto Nigro e a Roberto Giammatteo, il quale si occuperà anche di sviluppare la sceneggiatura per il fumetto. A dirigere il film sarà il giovane regista lucano Alberto Nigro che ha già realizzato i corti “La mia Primavera” (2013), “Il Viaggio” (2017) e “Ragazzi Soli” (2018) finalista al Pordenone International film Festival 2019 e che da qualche anno dirige lo spettacolo del Premio Penisola Sorrentina.

A dimostrare l’intenzione di creare un forte connubio tra cinema e fumetto, la realizzazione degli storyboard della sceneggiatura cinematografica è stata affidata al giovane Antonio Caputo, che recentemente ha pubblicato con la casa editrice Shockdom il graphic novel “Auf Wiedersehen, Pulcinella” di cui ha curato, oltre che i disegni, anche la colorazione. Dunque, molti i giovani lucani in questa operazione culturale, come è tradizione dell’Associazione Radio Vulture, rediviva da decenni, fondata dal compianto Pasquale Sacco.

Questo corto si rifà ad una lunga filmografia che vede il vino al centro delle storie. Come il film francese “Ritorno in Borgogna” di Cédric Klapisch, e oltre dieci anni fa “Un’ottima annata” del celeberrimo Ridley Scott, storia d’amore pure in Borgogna con i divi Russel Crowe e Marion Cotillard. Ben più intenso è “Siderways” del 2004 con Paul Giamatti diretto da Alexander Payne. “Il profumo del mosto selvatico” (1995) del messicano Alfonso Arau, con Antony Quinn e Giancarlo Giannini, si rifà invece al piccolo gioiello di Alessando Blasetti del 1942 “Quattro passi fra le nuvole” scritto da Cesare Zavattini, con un grande Gino Cervi. “Sacra linfa” di Felice Vino del 2018, è una produzione lucana della indipendente BweB.

Comunicazione “De Sica”

1994 Rionero in V. 15.5.2022

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