Restituiamo bellezza e futuro a Castronuovo

IL candidato presso i romani indossava una candida toga (candidatus) al tempo delle elezioni, si aggirava per le vie della città, seguìto dai sostenitori e amici, intrattenendosi con tutti affabilmente, stringendo le mani che gli venivano tese, si potevano così vedere superbi patrizi, sotto le vesti di quasi umili agnelli, chiedere ai disprezzati plebei il loro voto: il vestito bianco avrebbe voluto anche indicare la purezza delle intenzioni e il disinteresse personale.

Enza Berardone

Qualcosa certo dell’antica usanza, non proprio la candida toga, oggi sopravvive: la totale assenza di amore e di rispetto per il proprio paese da parte di chi lo governa, la evidente indifferenza di un sindaco incapace di mettersi a servizio della gente e di chi non ha voce, di tutelare i diritti di tutti, di reggere un civile confronto con chi ha sempre vissuto la propria vita all’insegna di valori diversi.

Castronuovo è un paese allo sbando, agonizzante, sporco, povero di tutto, isolato, senza alcuna prospettiva di futuro, imprigionato in un immobilismo e torpore insopportabili.

Castronuovo S. A.

Si amministra poco e male, spesso non viene svolto neppure l’ordinario, difatti l’amministrazione non guarda lontano, non promuove nessun tipo di iniziativa, non pianifica, non progetta, non coinvolge, non accoglie, non ascolta, non soddisfa neanche le esigenze più elementari dei suoi cittadini, i quali dopo le elezioni vengono ignorati, soprattutto gli elettori di altri schieramenti politici, allontanati dal comune, luogo deputato all’incontro e all’ascolto degli stessi.

Ma quello che sconcerta è il suo modus operandi, intento a carpire la buona fede degli elettori, il quale viene adoperato ciclicamente, come il ripetersi delle stagioni, nelle settimane precedenti le votazioni: efficiente, celere, pragmatico, attento, risolutivo. Tutto è fattibile, risolvibile, realizzabile: si accendono lampioni, si asfalta, anche troppo per i miei gusti, si cementifica, si puliscono le strade, i vicoletti, si promettono posti di lavoro e quant’altro, si saluta tutti con insolito garbo.

Ci si accorge all’improvviso della presenza degli anziani, degli ammalati, delle persone sole, dei disabili, costretti, fino ad allora a subire mancanze, disattenzioni e indifferenza, abbandonati al loro destino.

Ai giovani tocca la stessa sorte, intelligenti, capaci, brillanti e preziosi prima, invisibili e fastidiosi dopo. Sindaco, senza idee non vi è cultura, senza cultura non vi è società, senza libertà di cultura non vi è libertà della società. Ho assistito per troppo tempo a spettacoli drammaticamente ridicoli, al triste ed irrispettoso tentativo, da parte tua di denigrare gratuitamente le idee e sogni altrui, senza capirne la validità, del resto, come diceva il grande prof. Aldo Masullo: “distruggere è un’impotenza del capire”.

La politica, quella buona, sana, unisce, non divide, ascolta, comprende e cerca soluzioni, dà risposte ai mutamenti. Purtroppo la tua pseudopolitica, per troppi anni è stata divisiva, vendicativa, rancorosa. Un buon amministratore si prende cura della sua gente, deve essere dotato di una grande capacità di dialogo e di un forte senso di giustizia.

Castronuovo S. A.

Il nostro paese ha tante risorse e potenzialità, grandi trascorsi culturali, storici e politici, ha dato i natali ad un grande Santo e uomo di grande cultura, venerato in tutto il mondo, è ricco di notevoli giacimenti culturali che non bisogna soltanto conservare e contemplare, bensì sfruttare, valorizzare e renderli fruibili, mediante politiche capaci di promuovere il territorio ed il turismo.

Castronuovo non è un’azienda e non ha bisogno di padroni, i castronovesi non vogliono esistere, ma vivere, sono stanchi di cedere alla rassegnazione, alla stanchezza, alla solitudine, pretendono e meritano amministratori sensibili, capaci, volenterosi, empatici. Non sono più disponibili ad abdicare ai loro sogni e desideri. Tutti desiderano che questa comunità rinasca, esca dal limbo, dall’immobilismo e che sappia suggerire, ancora, ai suoi figli la differenza tra vita ed esistenza, tra bisogno e desiderio, tra libertà e sudditanza. È giunta l’ora di respirare aria nuova, di nutrirsi di bellezza e futuro.

“Ho ancora il sogno oggi che in tutti i municipi gli uomini saranno eletti per agire giustamente”.

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