Il Cinema Italiano alla Mostra di Venezia

Lido di Venezia. Alla 79. Mostra di Venezia, il Cinema italiano fa bella Mostra di sé mettendo in luce autori consolidati e più attuali. I cinque film in concorso hanno finora riscosso tiepidi consensi, ancorché il panorama internazionale abbia offerto spunti ben piu convincenti.

Armando Lostaglio

L’horror film di Luca Guadagnino “Bones and All” ha stupito per la sua originale stesura, trattando di cannibalismo in un momento storico del quale, forse, non si avvertiva il bisogno. Tuttavia resta un buon film con tensioni da thriller. “Monica” di Andrea Pallaoro ci spiega la solitudine e le difficoltà dei rapporti familiari di chi vive una sessualità diversa. Tematica, questa, affrontata pure da Emanuele Crialese nel suo “L’ Immensità” con una Penelope Cruz non proprio convincente all’interno di una struttura narrativa che talvolta denuncia situazioni e toni consueti, ambientato oltre tre decenni addietro.

Il “Signore delle formiche” riporta al Lido il più volte premiato Gianni Amelio: anche qui c’entra la sessualità. È forse il film più maturo di Amelio, che trae spunto dalla vicenda vera del mirmecologo Aldo Braibanti, accusato e condannato per plagio psicologico di un giovane negli anni 60. In effetti, quel capo di imputazione, introdotto durante il fascismo, era solo un pretesto per coprire la vera accusa, cioè di omosessualità. Fra le righe della vicenda si legge vagamente la tragedia di Pierpaolo Pasolini; anche qui l’anziana mamma si chiama Susanna ed il ragazzo coinvolto nella vicenda si chiama Ettore (come il ragazzo di “Mamma Roma“). Spiccano nel film Luigi Lo Cascio nei panni dell’intellettuale ed Elio Germano, giornalista dell’Unità che non si accontenta delle sentenze di una giustizia bigotta e conformista.

Una citazione a sé lo merita il cinema “garganico“, con la ricostruzione spirituale e politica intorno alla figura di Padre Pio, diretto da Abel Ferrara. Ed, ancora, “Ti mangio il cuore“, diretto da Pippo Mezzapesa in un bianco e nero che rimanda ad “Anime nere“, premiato a Venezia nel 2014 e diretto da Francesco Munzi: respiri da tragedia greca fra le mafie sanguinarie di Puglia e Calabria.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi