Comunicato Stampa
In rappresentanza di MEDInLUCANIA, Angela Castello ha partecipato al Tavolo di ascolto sulla sanità organizzato dall’Ordine dei Medici di Potenza ed altre associazioni del settore sul tema “Lo sviluppo di un modello sostenibile della sanità in Basilicata”.

Un incontro tenutosi nella Sala Consiliare di Villa D’Agri con la presenza di addetti ai lavori di tutti i comparti del settore e coloro che hanno a cuore uno dei temi più sentiti “in una terra dove i migliori vanno via e chi resta non pensa e subisce”, come ha detto il moderatore Erberto Stolfi.
In un quadro generale in cui il Governo non ha un’idea chiara sullo sviluppo di una politica della sanità post-pandemia; non esiste un modello sanitario regionale e la politica non ha nessuna idea in merito alla pianificazione sanitaria. A Villa d’Agri si è discusso sulla necessità di organizzarsi a livello territoriale, di lavorare insieme, operatori e opinione pubblica e cercare interlocutori politici che intercettino i bisogni della gente e ascoltino gli operatori del settore per creare un piano su misura per la Basilicata e non calato dall’alto che segue vecchie logiche di raccomandazione perfino per l’accesso alle cure mediche, percepite dalla gente come favore e non come diritto.

Nell’incontro é stata sottolineata l’importanza di discutere sull’organizzazione delle strutture in vista della legge sull’autonomia differenziata (il riconoscimento, da parte dello Stato, dell’attribuzione a una regione a statuto ordinario di autonomia legislativa su materie di competenza concorrente e/o esclusiva dello Stato, tra cui la sanità). E considerando il gettito delle imposte (Irpef ecc.), una regione come la Basilicata non potrà garantire un livello di qualità dei servizi.

É stata evidenziata la necessità di considerare quanto previsto dal PNRR che prevede una spesa di 7 miliardi di euro, per la telemedicina (professionisti e farmacie, se forniti di apparecchiature idonee, possono diventare degli hub in cui fare le analisi di prima istanza, le ecografie, gli elettrocardiogrammi, ecc. per una sanità diffusa che possa sopperire anche alla chiusura di tanti ospedali e permettere un’assistenza accessibile a tutti).
É stata altresì rilevata:
- La disorganizzazione del Sistema Sanitario Lucano che disincentiva gli operatori che potrebbero venire a lavorare in regione;
- La mancanza di dati aggiornati in tutti i settori sanitari, da cui partire per strutturare una politica sanitaria seria;
- La mancanza di medici e altri operatori sanitari;
- La necessità di un cambio della cultura socio-sanitaria;
- La necessità di una visione progettuale nella sanità regionale: che tipo di sanità territoriale si vuole costruire;
- L’attivazione delle Missioni 5 (disuguaglianze e divari socio-sanitari) e 6 (sanità di prossimità territoriale: Reti di prossimità, case e ospedali di comunità e telemedicina territoriale) – Quanti comuni hanno progettato suddette missioni in Basilicata?
- La necessità di competenza, capacità professionale e dirigenziale;
- La necessità di diventare polo attrattivo anche per le popolazioni delle regioni limitrofe.
É stata inoltre sottolineata, dal Presidente dell’Associazione dell’Ordine dei Medici di Potenza, dr. Rocco Paternò, l’importanza di questo tavolo che ha visto, per la prima volta riuniti insieme tutti gli operatori del settore (medici, veterinari, farmacisti, infermieri ecc.), per discutere e trovare soluzioni.
Infine, l’Avvocato Aurelio Pace ha sottolineato l’importanza di rimettere al centro della progettualità sanitaria l’essere umano, criticando la riforma sull’autonomia differenziata e affermando che la sanità richiede scelte impopolari e coraggiose.

A conclusione dei lavori é stato osservato che la politica sanitaria é strettamente legata alla demografia del territorio e allo spopolamento: se non si affronta quest’ultimo problema non si può costruire un programma di Sanità Lucana serio. Alla fine degli incontri i risultati saranno raccolti in un documento ufficiale.