Enza Berardone
L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La Costituzione è stata scritta da una pluralità di forze politiche con l’intento di stabilire le regole basilari del vivere civile e di dare a tutti la possibilità di lavorare, studiare, costruire il proprio futuro all’insegna della libertà e della dignità.

Affinché una Repubblica sia per davvero democratica, deve garantire l’uguaglianza di fatto e non soltanto quella di diritto, mettere i cittadini in condizione di lavorare, di studiare, di curarsi, di realizzarsi senza rinunciare alla dignità, senza scendere a compromessi umilianti, e senza dover abbandonare la propria nazione.
La Costituzione non deve rimanere soltanto un progetto, un’idea, un programma, ma deve diventare una realtà, capace di trasformare una folla disorientata, povera, priva di mezzi e speranze in un popolo che guarda fiducioso al futuro, capace di comprendere il mondo, consapevole di far parte di un tutto armonioso, empatico, in grado di rinnovarsi, di trasformarsi in un organismo sociale desideroso di promuovere un cambiamento positivo e salvifico.

Essa non è carta morta, è un testamento di autentica e profonda umanità, rappresenta la parte più vera, bella e anche dolorosa del nostro passato, della storia dei nostri padri, dei nostri nonni, i quali si sono battuti per sconfiggere il nazismo, il fascismo ed ogni forma di tirannide, garantire alle nuove generazioni maggiori libertà e un futuro migliore. Per non disperdere questa grande eredità morale, bisogna fare in modo che la Costituzione venga applicata nei suoi valori e nei suoi principi da chi governa, con l’impegno costante di mantenere ciò che promette.
Tutti gli articoli si fanno portavoce di esperienze vissute, sofferte, da chi ci ha preceduto, di tutte le rinunce, i sacrifici, le sconfitte, le speranze di ostinati e concreti sognatori, che hanno saputo guardare lontano con fiducia ed ottimismo. È importante che ognuno di noi faccia la propria parte, che contribuisca ad alimentare il vero spirito della Costituzione, a farlo rivivere in ogni piccolo gesto, ed utilizzarlo come scudo solido e sicuro contro ogni sorta di angheria, contro lo sfruttamento, la precarietà lavorativa, la segregazione, il razzismo, la povertà, le ingiustizie, l’indifferenza, l’illegalità, le mafie.
Bisogna prendersi cura della Democrazia, accertarsi che non venga calpestata, vituperata, ignorata in ogni sua specifica manifestazione, stare continuamente in allerta, perché la libertà non è scontata, garantita in aeternum, difatti necessita difenderne, sempre, l’essenza, battersi non soltanto per essere uomini liberi, ma, soprattutto, per poter esercitare questa libertà.
Festeggiare la Repubblica significa non girare la testa dall’altra parte e far finta di nulla di fronte al pervertimento della politica, divenuta un mestiere come un altro, che non sempre ha a cuore il bene della collettività, l’efficienza delle istituzioni, irresponsabile e indifferente alle richieste di aiuto di un popolo allo sbando, che arranca, indignato, lasciato solo, bisognoso di onestà, verità, legalità e possibilità.
Il 2 Giugno deve rammentare a tutti l’importanza di scegliere sempre e comunque la democrazia contro la dittatura, la libertà contro l’oppressione, la pace contro la violenza e l’insensatezza della guerra, di cercare senza scorciatoie risposte serie, concrete, efficaci ai problemi che affliggono il mondo intero. La Repubblica è la casa di tutti, il rifugio sicuro, il porto solido che accoglie e protegge. È tempo di ridisegnare il presente, di ripartire da una maggiore consapevolezza del bene e del giusto, dal senso di appartenenza, ad un’unica razza, quella umana, dalla bellezza e ricchezza della diversità, dalle idee che arrivano da mondi lontani, dalle differenti sensibilità, dal rispetto della legge, dal confronto rispettoso, libero e democratico. Buon 2 Giugno a tutti.
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione” (P. Calamandrei).
2 giugno 2023


