Bolognetti: lo sciopero della fame prosegue. La scelta di passare al digiuno è rinviata a giovedì per onorare le parole rivoltemi da Livio Valvano.

Tessera ODG n. 129414 e Segretario di Radicali Lucani

Nelle scorse ore avevo preannunciato che dalle 23.59 di domenica 26 novembre avrei reso più impegnativo il dialogo nonviolento in corso, passando dallo sciopero della fame al digiuno totale.

Dopo averci riflettuto, intendo corrispondere all’invito che mi ha rivolto il compagno Livio Valvano, direttore de “L’Avanti”. Proseguirò, dunque, con lo sciopero della fame fino alla mezzanotte di giovedì (30 novembre), per poi passare, in assenza di risposte da parte dei miei interlocutori, al digiuno.

Livio Valvano

Proverò a dare ulteriore tempo a questo dialogo: tempo per riflettere assieme, tempo ai miei interlocutori, tempo per con-vincere (vincere assieme, con e non contro); tempo, nutrendo speranza e provando ad essere speranza e augurandomi che sia un tempo di cui tutti sappiano e vogliano fare tesoro.

Partendo da un episodio di censura, degno di un regime stalinista o orwelliano (la rimozione del mio canale Youtube), sto ponendo una volta di più al centro della mia azione e riflessione la questione della qualità delle nostre democrazie, partendo dalla consapevolezza che il diritto umano alla conoscenza è sinonimo di democrazia.

L’ho detto e lo ripeto: Houston abbiamo un problema! Non possiamo continuare ad accettare che potenti multinazionali agiscano fuori dal solco tracciato dall’art. 21 della nostra Costituzione e di quell’art. 19 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo, che recita: “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.

Oggi i cosiddetti social network vanno inevitabilmente considerati un bene comune. Attraverso essi passa una parte rilevante dell’informazione e della comunicazione. Occorrono quindi regole. La presunta “piattaforma” Youtube, acquisita da Google, non può pretendere di continuare a vestire i panni del giudice, del boia, della giuria e del PM, senza che ci sia una reale possibilità di difendersi e opporsi.

Non possiamo escludere che lor signori, in questi anni, abbiano esercitato il ruolo di censori per conto di Stati o di potenti lobby, anzi.

In tempi di pensiero unico e di un soffocante e ultra-conformista “politicamente corretto”, tutto ciò dovrebbe rendere inquieto ogni sincero democratico. Quello che oggi non è vietato, potrebbe essere vietato domani.

In questi tempi, che vedono il trionfo e l’avvento del capitalismo digitale e della sorveglianza, occorre stare molto attenti a quel che resta di alcune libertà.

Nel ringraziare Livio e nel ribadire che proseguo con il solo sciopero della fame fino a giovedì, voglio condividere una riflessione della professoressa di Harward S. Zuboff:Il Grande Altro fa bracconaggio del nostro comportamento per ricavarne surplus, scartando tutto il significato che custodiamo nel cuore, nel corpo e nel cervello, proprio come gli elefanti vengono massacrati per ottenere l’avorio. Dimenticatevi il cliché secondo il quale “se qualcosa è gratis, il prodotto se tu”: noi non siamo il prodotto, siamo le carcasse abbandonate. Il prodotto deriva dal surplus strappato alle nostre vite”.

Maurizio Bolognetti

Mi auguro davvero che questo rinvio di 96 ore aiuti tutti a riflettere, ad iniziare dall’ODG nazionale e passando per la politica.

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