Don Peppe Diana 30 anni dal suo martirio

A trent’anni anni dell’assassinio di don Peppe Diana, è importante ricordare il suo sacrificio in quella terra, Casal di Principe, ostaggio di camorra e malavita. Il sindaco Renato Natale afferma che fu un omicidio provocato dalla ignavia dello Stato. Certo, è l’omertà il terreno fertile su cui germoglia da decenni la malavita organizzata. Contro la quale don Diana combatteva, con opere di dissuasione sociale e nelle omelie, a favore delle classi meno abbienti e di quella cultura del facile arricchimento con estorsioni sfruttamento e schiavismo. Don Peppe Diana aveva ricevuto ricatti, persino calunniato di nascondere armi o avere relazioni passionali cui scaturì l’assassinio. Don Peppe, ucciso ad appena 36 anni, ha testimoniato il messaggio evangelico come uomo di Fede e di fratellanza. Testimone di luce e di speranza, è ricordato da Libera di don Luigi Ciotti. Il sacerdote ha dato la vita per la sua totale coerenza al messaggio cristiano, al servizio degli ultimi. Don Peppe, sacrificato sull’altare della giustizia, come altri martiri in terre a rischio, come Don Pino Puglisi assassinato dalla mafia a Palermo nel 1993. Aveva 57 anni, vicino ai ragazzi cui insegnava la libertà dai vincoli mafiosi. Martiri moderni come padre Jerzy Popiełuszko nella Polonia del regime, assassinato 40 anni fa, della stessa età di don Diana.

don Peppino Diana

La lista dei sacerdoti perseguitati e sacrificati è lunga, specie in Centro e Sud America. Il martirio di monsignor Oscar Romero in Salvador, “accusato” di essere esponente di spicco della Teologia della Liberazione, quella che difendeva i campesinos, i più poveri e vessati dal potere. Era il 1980, ucciso dalle squadre della morte di estrema destra mentre celebrava la Santa Messa. Come lui il gesuita padre Rutilio Grande, assassinato il 12 marzo 1977 mentre andava a celebrare la messa a El Paisnal. Molti i cristiani perseguitati in molte parti del mondo. E infine va ricordato il sacrificio del nostro don Michele D’Annucci, atellano, assassinato in Sud Africa, l’8 dicembre del 2001.

Aveva trascorso 34 anni di missione in Sud Africa e ne sarebbero passati molti di più se una mano assassina non lo avesse fermato con otto colpi di pistola il giorno dell’Immacolata. Padre Michele D’Annucci, 60 anni, aveva trascorso la giornata nella zona di Shoshanguve Sud per preparare la cresima che si sarebbe tenuta il giorno dopo nella parrocchia di Erasmus. Ai suoi funerali una folla immensa lo salutò, con il Presidente Nelson Mandela, di cui era amico.

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