Bolognetti: Corrispondo alla lettera di Monsignor Orofino e sospendo da subito lo sciopero della fame.

Carissimo Don Vincenzo,

la tua lettera nutre la mia fame di democrazia, verità, giustizia e diritti umani. Quella inestinguibile fame che da sempre mi accompagna e che ritrovo in pagine del Vangelo, che continuo a rileggere.

Mons. Orofino Vincenzo Vescovo di Tursi Lagonegro

Satyagraha, come sai, è la teoria etico-politica elaborata da Gandhi e in sanscrito significa letteralmente “insistenza per la verità”. Io, che da tempo mi sono incamminato sulla via del Satyagraha, a volte provo ad alimentarlo attraverso gli strumenti della nonviolenza quali la fame, il digiuno, la sete. Non c’è ricatto nella mia azione, nella misura in cui rivendico il rispetto di fondamentali diritti umani e ideali di giustizia da te straordinariamente evidenziati; nella misura in cui, per esempio, evoco un reale rispetto dell’art. 21 della nostra Costituzione.

La tua voce autorevole e potente, il tuo rigore di uomo di fede, mi confortano e mi alimentano. Nel dirti questo, aggiungo anche che intendo onorare la tua missiva, corrispondere a quanto hai scritto, attraverso una immediata sospensione dell’iniziativa nonviolenta in corso.

Dopo aver raccolto fin troppi assordanti silenzi da parte dei miei interlocutori, la tua lettera cristallina è balsamo per la mia anima. Mi auguro solo di esser riuscito a svegliare le troppe coscienze dormienti. Non comprendere che alla base di ogni autentica democrazia c’è il diritto umano alla conoscenza, significa non aver compreso cos’è la democrazia nella sua vera essenza e ridurla a simulacro e a un guscio vuoto.

Maurizio Bolognetti

Non dirò “Fuori i mercanti dal tempio”, ma lasciami dire che mi auguro che da certi pulpiti e da certi sinedri la si smetta, una buona volta, di comportarsi come quelle evangeliche guide cieche, abituate a filtrare il moscerino e ad ingoiare il cammello.

Nelle beatitudini, me lo insegni, si legge: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati”.

E allora, sazio come sono di questa comunione che mi hai donato, per ora tornerò ad alimentarmi.

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