Francesco Preziuso
L’edificio settecentesco di Villa Granata, appartenuto fin dalla sua costruzione datata 1740 alla nobile famiglia rionerese dei Granata, ha sempre avuto un ruolo importante nella storia passata di Rionero.
Nei vari decenni successivi alla sua realizzazione e fino agli inizi dell’Ottocento l’edificio era utilizzato dalla famiglia Granata come dimora stagionale estiva mentre per larga parte del Ottocento rapperesentò una specie di dogana utilizzata all’epoca dalla gendarmeria per il pagamento del dazio che veniva imposto ai numerosi viaggiatori e mercanti in transito che da sud (ovvero dalla Valle di Vitalba) procedevano in direzione nord (verso Melfi e la Puglia) e viceversa.

All’inizio dei primi decenni del Novecento, e per l’esattezza nel giugno del 1921, gli eredi della famiglia Granata lo cedettero per una cifra davvero irrisoria, alla neo-costituita Opera Nazionale per i Combattenti e, su forte interessamento ed intercessione del grande politico e meridionalista rionerese Sen. Giustino Fortunato, all’interno dell’edificio di Villa Granata venne istituito, nel 1922, un qualificato istituto agrario ideato per formare i giovani agricoltori della zona e con lo stesso istituto che prese il nome di Istituto Agrario “Giustino Fortunato”.
Grazie alla presenza di qualificati docenti in materia agraria, oltre all’installazione di numerosi vigneti nei circa nove ettari di terreni adiacenti alla struttura di Villa Granata che favorirono molto anche l’attività pratica oltreché teorica, l’Istituto Agrario “Giustino Fortunato” di Rionero rappresentò un vero e proprio fiore all’occhiello nel panorama della formazione agraria del Sud Italia.
L’Istituto Agrario “Giustino Fortunato” funzionò ottimamente per alcuni decenni fino quando, una serie di cambi di proprietà tra i vari Enti agrari provinciali e regionali ed infine la cessione a privati alla fine degli anni ’50, posero fine alla florida attività dell’istituto agrario rionerese e diedero inizio al lungo ed inesorabile declino della struttura Villa Granata che si accentuò ulteriormente dopo il Sisma del 1980.
Ad oggi l’edificio della settecentesca Villa Granata, caratterizzato da due ampi locali dislocati su due livelli e con quattro torri circolari angolari oltre alla presenza nella parte posteriore della struttura di un piccolo ninfeo con accanto un laghetto di ridotte dimensioni, versa in una situazione di totale degrado e abbandono sia sotto l’aspetto estetico e sia sotto l’aspetto strutturale.
In merito a questo dopo l’avvio dei lavori del progetto che porterà alla realizzazione del Parco Imperatore, il nuovo “polmone verde” che rivoluzionerà l’assetto urbano di Rionero e con una parte di questa grande opera pubblica che interesserà proprio l’edificio di Villa Granata ed i terreni adiacenti, ci auspichiamo che venga attuato anche un eventuale progetto di recupero e ristrutturazione dell’edificio di Villa Granata in modo da ridare dignità e lustro a questo edificio rinverdendo così il suo antico blasone passato.