Carmen Piccirillo
Ripopolare i borghi è importantissimo per preservare la cultura, l’economia, l’ambiente, la socialità, contrastando lo spopolamento, che, in questi ultimi anni, sembra molto diffuso in tutta Italia. E’ prioritario preservare territori rurali e montani, spesso abbandonati, con una particolare attenzione ai luoghi in uno stato di degrado, così come creare nuove opportunità attraverso nuovi poli di sviluppo, con il turismo, l’agricoltura, l’artigianato; creare nuovi spazi per giovani e anziani promuovendo vari eventi, coinvolgendo i residenti, dando ottimali possibilità ai disabili (…)

L’aggregazione sociale, ad ampio spettro, è una prerogativa vincente per dare il giusto valore alla bellezza, alla suggestività dei luoghi.
E’ proprio questo l’obiettivo prevalente di Renato Palmieri, coordinatore dell’organizzazione “La Comune dei Saggi” di San Marco la Catola (Foggia). San Marco La Catola, di circa ottocento abitanti, è uno dei più alti borghi della Puglia: immerso nel verde, con vista sul Lago di Occhito, presenta un fascino raro. Situato sui Monti Dauni, San Marco La Catola deve il suo nome a San Marco Evangelista e al Torrente Catola, unendo, nel suo toponimo, tradizioni e territorio. Il paese si caratterizza per le sue strade, stretti vicoli in discesa, composti da gradini che permettono di passare comodamente da una strada all’altra. Il cuore più antico del borgo si è sviluppato intorno a quello che viene chiamato “castello”: si tratta di un palazzo ducale risalente al XIV secolo. San Marco La Catola è noto anche per Il Santuario Santa Maria di Giosafat, dove soggiornò Padre Pio. Il borgo ha subito, negli ultimi trent’anni, ammodernamenti e ristrutturazioni. E’ possibile scovare, in certi angoli, i suoi aspetti più antichi, più suggestivi.
“Il mio obiettivo- ha dichiarato Renato Palmieri- è quello di evidenziare ad ampio spettro la bellezza del nostro borgo. Un’idea entusiasmante è quella di ‘spostare’ gli anziani dalle grandi città, dal caos, per indurre loro a sentirsi tranquilli, nella serenità di un luogo che dona pace come San Marco La Catola.

Il problema più grande- ha aggiunto- presente nelle grandi realtà, è quello della solitudine: vorrei porre, dunque, una soluzione a questo, facendolo attraverso l’avvio di un centro sociale, dove vi può essere la possibilità di creare aggregazioni sociali sane, costruttive. Bere un tè in compagnia, leggere un libro, presentare un libro attraverso eventi culturali: sono tutte attività importanti che creano cultura, socialità, confronti. Oltretutto, mi piacerebbe fare in modo di creare un punto di ristorazione, per tutti gli anziani non autosufficienti. Il mio appello- ha concluso Palmieri- è rivolto ai giovani, che cercano un lavoro, affinché possano supportare i primi passi di questa iniziativa”.
Un progetto lodevole, dunque, che necessita del contributo di giovani e meno giovani, di tutti coloro i quali credono nella possibilità di crescere esponenzialmente, innanzitutto attraverso la cultura che forma l’individuo, non solo intellettualmente e moralmente, ma anche spiritualmente: aiutare gli altri è fondamentale non solo per chi necessita di tale aiuto, ma anche per sé stessi, per il proprio benessere interiore. Rendere le comunità più forti, più solidali, migliora la qualità della vita, evidenzia la bellezza, e crea opportunità fruttuose, ottimali per il futuro.