Leonardo Pinto
«I magistrati sono al servizio esclusivo della Nazione (art. 98 Cost.). Ora che la Costituzione è stata “salvata”, che sia applicata. Rigorosamente». È questa la posizione della costituzionalista Marina Calamo Specchia — sostenitrice del SÌ al referendum — assunta all’indomani della sonora bocciatura della riforma Nordio-Meloni sull’ordinamento giurisdizionale.

Si tratta di una visione che condivido pienamente, ma che pare non interessare ai politici, impegnati in una resa dei conti, estranea al bene pubblico e lontana dall’obiettivo di una giustizia efficiente che risponda ai bisogni reali dei cittadini.
Considerata la scarsa sensibilità della politica su questo tema, ritengo e propongo che sia la società civile a farsi carico della questione. Penso in particolare alle Associazioni (ANSB, Autonomia Forense, CNA-Matera, Centro Carlo Levi, Matera Protagonista, Presenza Etica e altre) che durante la campagna referendaria hanno scelto di non schierarsi per una fazione, ma di illustrare in modo laico il testo della riforma e i suoi possibili effetti, lasciando a ciascuno la libertà di scegliere. Questo approccio ha trovato una sintesi esemplare nell’incontro pubblico dello scorso sabato 14 marzo alla Camera di Commercio di Matera; un’iniziativa riconosciuta all’unanimità come un unicum nel panorama del dibattito locale.
Aggiungo che il buon funzionamento degli uffici giudiziari dovrebbe essere preteso, per ovvi motivi, innanzitutto dall’Avvocatura. Tuttavia, la rappresentanza istituzionale forense ha scelto di sostenere il SÌ — a mio avviso erroneamente e, quel che è più grave, in assenza di un mandato specifico da parte degli iscritti. Anche questa esperienza negativa non va solo criticata, ma analizzata e valutata con attenzione per evitare di assumere in futuro simili posizioni.
Se vogliamo veramente che la legge sia “uguale per tutti”, anche per potenti politici e non, senza deroghe né privilegi, è arrivato il momento di agire con iniziative concrete per supplire alle carenze e alle inefficienze degli Uffici Giudiziari. Questa è la condizione indispensabile affinché l’anzidetto principio al servizio della Nazione non resti solo una bella frase sulla carta, ma diventi realtà quotidiana con la collaborazione di tutti, anche degli stessi magistrati.
Leonardo Pinto – Consigliere Autonomia Forense – Presidente Onorario ANSB
