Leonardo Pinto
Pio Rasulo è stato uno dei grandi intellettuali di Stigliano, capace di dare lustro non solo al proprio paese natio, ma all’intero territorio della Montagna Materana. Le sue analisi lucide e la sua costante attenzione verso il superamento di arretratezze socio-economiche secolari restano pietre miliari della nostra storia recente. La sua opera, “La Notte della Civetta”, ne è testimonianza significativa e suggestiva: un grido di consapevolezza che ancora oggi scuote le coscienze. Un sentito ringraziamento va al mio amico e compagno di scuola, Angelo Colangelo, per averne rinvigorito la memoria, sottraendola all’oblio del tempo.

Questa occasione mi spinge a ribadire — e non mi stancherò mai di farlo — come Stigliano sia stata la culla di menti eccelse i cui pensieri hanno varcato i confini nazionali. Penso a figure del calibro di:
Rocco Montano: raffinato dantista e critico letterario di fama internazionale che, dalle radici lucane, seppe sfidare l’egemonia culturale del suo tempo insegnando nelle più prestigiose università americane.
Padre Cilento: pilastro della cultura umanistica e spirituale, il cui magistero ha segnato intere generazioni.
Non ultimo per importanza, per la straordinaria lungimiranza politica e civile, desidero ricordare l’On. Salvatore Correale. Già nel 1879, egli fu il primo a sollecitare con forza il collegamento di Matera alla rete ferroviaria nazionale. Quella visione di progresso e interconnessione, purtroppo, dovette scontrarsi con le croniche lentezze burocratiche del Regno, vedendo una parziale e sofferta luce solo nel 1927 con il “trenino” delle Ferrovie Calabro-Lucane. La sua battaglia resta ancora oggi un simbolo amaro di quanto il diritto alla mobilità sia stato, per questa terra, una conquista faticosa e mai pienamente compiuta.

*** LA LEZIONE DI OGGI ***
La storia ci consegna un’eredità pesante: Stigliano è stata per decenni un punto di riferimento imprescindibile per le sue espressioni intellettuali e politiche. Fa male constatare come oggi si sia trasformata in un “paese dormitorio”.
Questa metamorfosi al ribasso è figlia dell’indifferenza e della rassegnazione, sentimenti alimentati da un ceto politico spesso asfittico, incapace di trasformare questo immenso patrimonio culturale in un progetto di futuro. Onorare Rasulo, Montano, Cilento e Correale non significa solo esercitare la memoria, ma pretendere che Stigliano torni a essere protagonista del proprio destino, rifiutando il declino come un fato ineluttabile.
”La colpa non è nelle stelle, ma in noi stessi” (dal Giulio Cesare di Shakespeare).
Come Cassio ricorda a Bruto, gli uomini sono artefici della propria sorte e responsabili delle proprie azioni: non siamo subalterni agli astri, ma alle nostre scelte.