Armando Lostaglio
L’Aula Magna dell’I.I.S. “Federico II di Svevia” di Melfi ha ospitato la cerimonia di premiazione della Borsa di Studio intitolato alla dottoressa Lucrezia Colasuonno, Edizione 2026. L’iniziativa culturale ha l’intento di onorare la memoria della Dott.ssa Colasuonno, e un “riconoscimento per quei giovani che scelgono la Medicina nel segno della cura e della dedizione agli altri”. Il premio è destinato alle studentesse meritevoli che, dopo essersi diplomate presso l’Istituto Federico II, hanno intrapreso il percorso accademico alla Facoltà di Medicina e Chirurgia.

La manifestazione è stata introdotta dalla preside Rina Montanarella, la quale ha elogiato l’iniziativa di offrire la Borsa di studio – voluta dal marito Mario Tedeschi e dai figli – per studentesse meritevoli e che saranno impegnate in una professione di alto respiro umanitario, nel segno della dottoressa Colasuonno, alquanto impegnata anche in attività culturali.
Si sono avvicendati a portare la propria testimonianza durante la cerimonia la la prof.ssa Filomena Guidi, Presidente della sezione FIDAPA di Melfi; il prof. Michele Masciale Presidente dell’Università Popolare Nitti di Melfi; la dott.ssa Giulia Murano collega medico presso l’Ospedale di Melfi; l’Avv. Ivana Pipponzi Presidente Lions Club Melfi e Consigliera Regionale di Parità e l’ing. Vincenzo Tedeschi, figlio della Dott.ssa Colasuonno.
Lucrezia Colasuonno era nata a Grumo Appula da genitori entrambi coltivatori diretti, il 2 Agosto del 1945. Dopo aver frequentato il liceo classico Orazio Flacco di Bari si è iscritta alla Facoltà di Medicina della stessa città, scelta fin da subito disapprovata dalla famiglia. All’epoca non si accettava che una donna ambisse alla carriera di medico.

Eppure, con determinazione ed energia, Lucrezia continuò gli studi di Medicina laureandosi persino in anticipo il 24 luglio 70, a 25 anni, con Il massimo dei voti. Il 14 dicembre del ‘70 accettò di lavorare a Melfi per avvicinarsi alla famiglia del marito e anche per la grave carenza di medici che c’era nell’ ospedale San Giovanni di Dio, per cui fu subito assunta con incarico semestrale rinnovabile.
Nel dicembre del ‘71 comunicò in amministrazione di essere in attesa del suo primogenito e l’incarico semestrale non le fu rinnovato per cui dovette rimanere per quattro mesi disoccupata, finché nel Maggio ‘71, sempre per esigenze di personale medico per i turni di guardia, le fu affidato un nuovo incarico semestrale. Una sanatoria trasformò poi il rapporto di lavoro dei medici incaricati in dipendenti di ruolo.
Nello stesso periodo iniziò la pubblicazione della rivista trimestrale d’informazione medico-sociale “Leucanoi Logoi”, ossia Dialoghi Lucani, che continuò per alcuni anni.
Ha conseguito nel Novembre 1982 la Specializzazione in Medicina Interna a Napoli e nell’Ottobre 91 quella in Oncologia a Bari, nonostante gli impegni professionali ospedalieri e familiari con 4 figli.
Nel Settembre ’94 vinse il concorso per Primario medico presso l’Ospedale di Stigliano, dove si stabilì fino al Maggio 98, tornando a casa solo durante il fine settimana.

Ritornò definitivamente in famiglia, vincendo un concorso per Aiuto oncologo a Rionero, rinunciando al ruolo di Primario.
Una personalità impegnata anche nel sociale, moltissimi i Paesi visitati, appassionata di conoscenza come di letteratura, di cinema e di teatro.
Una figura che lascia un segno e un esempio di professionalità e di umanità nelle nuove generazioni come nelle comunità del Vulture e non soltanto.
Le studentesse premiate sono: Marta Maria Perna e Helena Di Tuccio