Leonardo Pinto
Siamo all’ennesima saga del “pacifismo di facciata”, recitato senza alcun rispetto per la storia e ignorando del tutto la costruzione del multilateralismo. Quello stesso ordine mondiale che, dopo la Conferenza di Yalta del 1945, diede vita all’ONU con lo specifico mandato di prevenire e fermare i conflitti bellici, oltre che per scongiurare i disastri creati dalla Seconda Guerra Mondiale, alimentata da nazionalismi e prepotenze militari.
Sia chiaro e senza tema di smentita: tutti, indistintamente, si dicono “per la pace”. Lo dicono persino i bugiardi seriali che alimentano i conflitti scientemente, come Trump, Putin e Netanyahu. E si dicono “per la pace” anche quelli che la reclamano nelle piazze sfasciando vetrine e aggredendo le forze dell’ordine. Insomma: un vero e proprio imbroglio a sfondo politico ed elettorale.
NAZIONALISMO E PATRIOTTISMO: LA LEZIONE DI ORWELL
Agli “smemorati di Collegno” va ricordata la profonda differenza tra nazionalismo e patriottismo. Concetti che non appartengono solo alla destra, ma anche alla sinistra, così come il conservatorismo (e quello di sinistra è persino peggiore di quello di destra).
Come insegnava George Orwell: «Il patriottismo è per natura difensivo, sia militarmente che culturalmente. Il nazionalismo, invece, è inseparabile dalla sete di potere.» Il patriottismo è amore e orgoglio per il proprio Paese e per le sue istituzioni. Il nazionalismo è un’ideologia che pone l’interesse della propria nazione al di sopra di tutto e di tutti.
Nel secolo scorso, i nazionalismi hanno scatenato guerre devastanti in tutto il mondo. I nostri Padri Costituenti, facendo tesoro di quelle tragedie, hanno scolpito nella Costituzione Repubblicana due pilastri fondamentali:
ARTICOLO 11: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.»
ARTICOLO 52: «La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino…»
LA PESSIMA LETTURA DEI “SOVRANISTI DELLA PACE” Giuseppe Conte, il Movimento 5 Stelle e altri pseudo-pacifisti o sovranisti offrono una lettura miope e distorta della nostra Carta fondamentale. Infatti:
Trascurano il fatto che l’Ucraina, Stato sovrano, è stata militarmente invasa da Vladimir Putin, incriminato come criminale di guerra dalla Corte Penale Internazionale de L’Aia per i crimini commessi durante l’invasione.
VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
L’invasione russa è una palese violazione del diritto e della sovranità internazionale. L’Italia, in quanto membro fondatore dell’ONU e dell’Unione Europea, ha il dovere di adoperarsi per far rispettare la legalità internazionale.
LA LEZIONE DI HOBBES: Ignorano l’insegnamento di Thomas Hobbes (nel Leviatano): tra Stati sovrani che non riconoscono un’autorità superiore, lo stato di guerra resta latente. In assenza di un’autorità sovranazionale forte, la difesa militare diventa un male necessario per garantire la sopravvivenza stessa della comunità politica.
AMBIGUITÀ SU EUROPA E PUTIN:
Non si capisce quale sia la loro reale posizione sull’Europa e su Putin. Per chi è europeista convinto, come me, vale invece la lezione chiara di Emma Bonino che non era certo una “guerrafondaia”: più Europa, rispetto della Giustizia Internazionale, Stati Uniti d’Europa ed esercito europeo comune per la difesa di tutti i Paesi membri.
UN PACIFISMO STRUMENTALE CHE ISOLA L’ITALIA
Né Conte né gli altri “profeti” del pacifismo risultano aver promosso una singola, concreta iniziativa diplomatica per far cessare le ostilità in Ucraina. Posizioni come quelle di Conte o di ideologi come Marco Rovelli e consorterie simili si rivelano per ciò che sono: demagogiche, elettorali, anti-europee, filo-putiniane e filo-trumpiane.
Tacendo sul congelamento dell’ONU e rifiutando la difesa comune, costoro spingono l’Italia verso un isolamento geopolitico che non possiamo permetterci, in un contesto globale dominato dalla prepotenza militare ed economica.
Persino il Canada si sta avvicinando all’Europa con patti di cooperazione e stabilità sempre più forti per difendersi dai giganti autoritari. Ma questo, i falsi pacifisti di casa nostra, continuano a non volerlo capire. Con il de profundis del diritto internazionale e la felicità di Trump, Putin, Netanyahu e dei guerrafondai come loro.
