Leonardo Pinto
La politica – o per meglio dire i politici, nessuno escluso – dimostra di non essere nemmeno in grado di comprendere la portata disastrosa del risultato emerso dalla consultazione elettorale suppletiva di Reggio Calabria. C’è finanche chi festeggia, come Giorgia Meloni, dimostrando di non cogliere il reale significato di una vittoria che è soltanto apparente.

*Vincere con il 51% dei voti, in un contesto in cui si è recato alle urne solo il 22% degli aventi diritto, prova infatti che la stragrande maggioranza degli elettori – circa l’80% – ha scelto di astenersi perché indignata sia nei confronti del centrodestra, sia rispetto all’impraticabile “campo larghissimo” del centrosinistra* .
Si tratta di un esito che condanna severamente gli estremismi ideologici e passatisti, dando voce alla legittima aspirazione degli italiani di affidarsi a proposte politiche serie e affidabili, capaci di risollevare il Paese dal pantano in cui i politici di professione lo hanno fatto precipitare con incredibile cinismo e consapevole incapacità: dalla sanità alla scuola, dalla sicurezza al fallimento delle politiche energetiche, dalla spesa pubblica improduttiva al declino socio-economico, fino al dramma della disoccupazione, all’intollerabile pressione fiscale, alle inefficienze del sistema giudiziario e a riforme che hanno progressivamente cancellato la certezza della pena.
*Dunque, il risultato elettorale di Reggio Calabria sollecita con urgenza l’intervento del civismo diretto – nell’accezione teorizzata da Tocqueville -, indispensabile sia per porre rimedio ai danni provocati da una classe politica ignorante, incapace e inaffidabile, sia per rigenerare la politica attorno a un unico e chiaro obiettivo: la corretta attuazione della Costituzione Repubblicana. Rinnovamento necessario anche per promuovere opportune e incisive iniziative per far cessare i conflitti in corso attraverso il multilateralismo, nel pieno rispetto della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, sollecitando interventi -non solo diplomatici – da parte dell’ONU, al fine di neutralizzare le follie guerrafondaie di Trump, Putin e Netanyahu e garantire la pacifica convivenza dei popoli.*