Armando Lostaglio
È in sala per soli 3 giorni il Dottor Steanamore di Stanley Kubrick.
Il geniale maestro è stato un eccellente “indovino” teso a disegnare il futuro. Dipinto a tratti con spietatezza: dalla coscienza invasiva procurata dall’occhio di Hal 9000 verso una intelligenza artificiale ante litteram dell’astronave Discovery. È “2001 Odissea nello Spazio” e il nome, Hal, sta per “Heuristic Algorithmic”.

Siamo poi all’ultraviolenza timbrata da Alex in “Arancia Meccanica” magnetica lettura della follia umana combinata con il controllo sociale per vie manipolatorie della mente umana. Ed è il magnetico e maieutico il “Dottor Stranamore” (titolo originale Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb, 1964), film che torna in sala restaurato soltanto per tre giorni, a rappresentare il confine ammissibile di ogni possibile apocalisse e fine della umanità: la bomba atomica che assume in sé il conflitto fra idiozia e ragione. Kubrick già prevedeva, come sanno vedere i geniali sognatori, che il potere prima o poi avrebbe assunto a sua immagine la stupidità umana. Ed un eventuale programmato declino se non totale inabissamento della intera umanità.
Sessantadue anni dall’uscita di quel capolavoro assoluto. La visionaria predizione di Stanley Kubrick viene interpretata oggi, sui canali tv nel mondo, dallo statunitense Donald Trump. Ma anche dal coreano Kim, dal russo Putin, dall’orrido Netanyau, dal comico Milei… personaggi che restano, nell’attuazione della loro esistenza, peggiori rispetto al personaggio prospettato e in fondo tenero del Dr. Strangelove. Laddove il viso e l’anima del presidente Muffley è quello di Peter Sellers, fra i piu grandi attori di tutti i tempi. Grottesco e persino comico nella sua incapacità di arginare il disastro atomico, quando afferma nella telefonata ormai “cult” al leader sovietico: “Dimitri, certo che mi fa piacere parlare con te!” Quanto “buonsenso” da statista si può leggere qui. Un abisso rispetto all’uomo biondo della Casa Bianca. Colui che qualche mese fa, in un comizio pubblico, affermò che è un prezzo accettabile che vengano distrutte città come Los Angeles o San Diego, dopo aver intrapreso la guerra con l’Iran, lui che pretendeva il Nobel per la pace. Follia e potere.
E noi, l’umanità intera, siamo solo dei minuscoli suppellettili, organici e lontani dalle tragedie del potere.
Infinito Kubrick