Corleto P. riporta alla luce le memorie di Zi’Rafaiel

IMG_2898Davanti ad un pubblico numeroso ed interessato si è svolta ieri, a Corleto Perticara, nella Piazzetta del Risorgimento Lucano, la presentazione del volume “Memorie di Guerra di Zi’Rafaiel’” Si tratta un diario, scritto nel 1919 dal soldato di Corleto Perticara, Raffele Vicino, facente parte della 129° fanteria, 9° compagnia, sul fronte Triestino in prossimità di Monte Fiore, la cui ristampa è stata curata da Vito Vicino. L’evento è stato promosso dalla Pro Loco Corletana in occasione del primo centenario della Grande Guerra, con lo scopo di ravvivare il ricordo degli eroismi compiuti da questi Uomini della Patria.

Antony Gallo
Antony Gallo

All’evento hanno partecipato: l’autore del libro, Vito Vicino; il Sindaco di Corleto Perticara, Avv. Antonio Massari; Il Presidente della Pro Loco Corletana, Antony Gallo e il Dott. Alessandro Albano dell’Università degli Studi della Basilicata.

Il volume presentato è la raccolta di una preziosa documentazione, di lettere formanti un vero e proprio diario di guerra, attuata con attenzione e fatica. Un lavoro senza filtri dettato dalla voglia di narrare la vita impaurita e bombardata. Leggendo

Alessandro Albano
Alessandro Albano

questo diario è quasi naturale e inevitabile spostarsi coll’immaginazione e col cuore nei luoghi della Grande Guerra, combattere e palpitare con Raffaele Vicino e con quei soldati, sperare ed aspettare con loro la possibilità del ritorno a casa.

A un secolo dal suo inizio, la Grande Guerra è presente nella coscienza personale e collettiva della popolazione mondiale come pochi eventi del passato. Il fronte italiano di questo immane conflitto, nel resto d’Europa è ricordato quasi solo per la battaglia e la conseguente rotta di Caporetto, un nome sinonimo di disfatta. I libri di storia raccontano le tattiche e le strategie dei generali degli

Vito Vicino
Vito Vicino

eserciti schierati; le statistiche elencano i morti, gli invalidi, le vedove di guerra, ma “Memorie di Guerra di Zi’ Rafael’è un libro che serve per non dimenticare. A cento anni dalle prime cannonate della Grande Guerra è d’obbligo scavare nei ricordi, ricercare documenti, ricordare e poi narrare tutto ciò che può essere utile e significativo per soffiare via la polvere del tempo e rivedere, come in un grande affresco, una pagina tanto importante e tanto sofferta della nostra storia.

Vito Vicino, che ha curato la pubblicazione di questo diario, ha voluto addentrarsi in un capitolo della nostra storia, cercando di riportare alla luce notizie ed emozioni conservate in scatole, in buie cantine, in reconditi anfratti della mente, come i racconti rilasciati da zio Raffaele a chi li ha voluti ascoltare e tramandare.

 

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