Enrico Montesano: il grande mattatore

Anna Giammetta
Anna Giammetta

Gli aggettivi per descrivere Enrico Montesano potrebbero essere tanti. Ne scegliamo uno per tutti: poliedrico. Certo non siamo poi tanto originali nella scelta, ma lui ha così tante qualità che è decisamente difficile usare gli stessi standard che si usano per gli altri artisti.

Ops, ho usato la parola “standard” che è una parola di derivazione anglosassone. Ecco, un’altra caratteristica di Enrico Montesano è che usa solo vocaboli italiani. L’ho imparato a mie spese (si fa per dire), durante l’intervista, quando ad un certo punto ho usato la parola Feedback e lui sorridendo mi ha detto con accento romanesco“mi scusi “me farebbe ‘a traduzione di quella parola che ha appena detto ”? Lui che della difesa del dialetto ne ha fatto un punto d’onore!

Ed ecco un’altra qualità: verace!

Nonostante il successo non si è mai montato la testa. Sarà anche per questo che il pubblico lo ama e lo segue da sempre.

Enrico Montesano
Enrico Montesano

E anche il pubblico di Matera lo attende con trepidazione Martedì, 19 Aprile – alle ore 21,00 – nel Teatro Duni con lo spettacolo “Montesano canta Trovajoli” organizzato dall’associazione culturale MaterArte nell’ambito della rassegna “stagione di musica e spettacoli – Arteventi Matera”. Una serata che si preannuncia essere coinvolgente, piacevole e divertente, ma soprattutto promette buona musica. Già, perché famosi brani di Trovajoli, compositore d’eccezione di intramontabili colonne sonore come “Roma nun fa la stupida stasera”, e celebri canzoni tratte da commedie musicali come “Il Rugantino” o da film come “Il Conte Tacchia”, saranno interpretati con la maestria dell’attore consumato e l’allegria del personaggio, che sarà accompagnato nell’occasione dalla professionalità delle Orchestre Fondazione Lucana e Saverio Mercadante, dirette dal maestro Molinelli.

Più che uno show, lo spettacolo viene annunciato come “un viaggio attraverso canzoni e aneddoti, inediti arrangiamenti e divertenti gag, un viaggio nella spensieratezza del teatro e della musica“.

E mentre aspettiamo di goderci lo spettacolo del mattatore gli abbiamo rivolto qualche domanda.

“Montesano canta Trovajoli” è uno spettacolo che ha portato su tantissimi palchi italiani e sempre con successo. Ma com’è nata la scelta di questo omaggio?

Il Maestro Armando Trovajoli ha scritto molte pagine importanti della storia della musica italiana, ed anche per me ha scritto la musica di tanti spettacoli. Da questo legame artistico e umano è nata l’idea di omaggiarlo e di farlo continuare a vivere attraverso la sua musica nei miei spettacoli.

L’ironia è un’arte per pochi. Perché è parlare in maniera schietta ma con la capacità di far sorridere. Ma la sua ironia ha fatto arrabbiare qualcuno in tanti anni di carriera.

Ma no. Devo dire che in tanti anni non mi è mai capitato. Come si dice in gergo, l’ironia “non scuce un baffo”. Nel senso che assistiamo quotidianamente a programmi comici, alla satira televisiva . Ma questo non sconvolge nessuno.

Il pubblico ai suoi spettacoli si diverte . Ma la gente, nonostante l’Italia sta attraversando non proprio un periodo roseo, riesce ancora a ridere?

La gente ha sempre bisogno di sorridere. Nei momenti meno facili, forse ancora di più. Perché la risata risolleva; fa dimenticare per qualche tempo i problemi della quotidianità. La risata rinfranca dalla stanchezza.

Teatro, operetta, cinema. Quale la fa sentire più appagato.

Devo esserle sincero, mi fanno stare bene tutti. Per me l’importante è lavorare, ma lavorare bene. Ecco, se un lavoro è fatto bene, mi rende appagato. Anche perché il pubblico se ne accorge e attraverso l’applauso o altre esternazioni, te lo dimostra. E questo ti gratifica.

A quale dei suoi tantissimi personaggi si sente più legato. E perché.

Non ce n’è uno in particolare. Sono affezionato a tutti in maniera uguale. Come si dice: sono tutti figli della stessa mamma.

Un progetto che le farebbe piacere realizzare?

Questa è una bella domanda. Mi piacerebbe realizzare un progetto educativo. Certo sarebbe un po’ utopico ma ci penso spesso.

In che senso educativo?

Nel senso che mi piacerebbe educare al comportamento corretto. Meglio ancora ai comportamenti corretti. Come mangiare bene, vivere bene….

E il pubblico è educato?

Se lo spettacolo è interessante, di qualità, lo spettatore gradisce perché è intelligente.

In questo senso l’educazione non deve essere una imposizione ma soprattutto una sinergia tra l’artista e il teatro.

E’ la prima volta che viene a Matera?

Si è la prima volta e sono molto curioso di vederla. La conosco attraverso alcune pellicole cinematografiche come il “Vangelo Secondo Matteo” o il kolossal americano di The Passion. Spero di riuscire a ritagliarmi un po’ di spazio per fare una passeggiata, magari nel centro storico, nei famosi Sassi.

 

fonte: http://giornalemio.it/eventi/enrico-montesano-il-grande-mattatore/

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