La Certosa di San Nicola e le occasioni mancate

foto F.Oliveto
foto F.Oliveto

Ho letto con interesse, non disgiunto da ironicamente malinconica attenzione, della riviviscenza di sentimenti e di espressioni, anche emotive, verso un problema mal-vissuto fin dal 1989: il recupero dell’antica Certosa (“il Convento”) del nostro Comune, Francavilla. Mi viene quasi di “strabuzzare” gli occhi, leggendo quello che scrive il mio amico Antonio Fortunato sulla “lodevole iniziativa dell’Associazione della Forgia del Sinni”, che prende atto della “decisa volontà da parte dei proprietari e del sindaco di voler recuperare e tutelare i ruderi del convento”. Al mio amico Antonio Fortunato pongo, allora, qualche domanda, unicamente per onorare la storia! Saprà, certamente, di una iniziativa, seria e concreta, in quanto supportata da fatti e non da sterile retorica, di chi scrive, tra il 1984 ed il 1989, quando, cioè, d’intesa con l’Amministrazione Comunale di Francavilla, Sindaco Antonio Amatucci, molto attento alla prospettiva, si avviò presso la Regione Basilicata un iter di proposte positive, al fine di recuperare e valorizzare quella importante memoria storica. La Regione, a riscontro della iniziativa, motivata con serie basi scientifiche, storiche e culturali, utilizzando la legge 80/84 finanziò il recupero della Certosa nel 1985 con 500milioni di lire e con la L64/86 con 1 miliardo e 500 milioni. Le circostanze del tempo vollero che chi scrive fosse Presidente della Commissione Regionale per la “Programmazione” nel 1984 e Presidente del Consiglio Regionale nel 1989, che decisero tali destinazioni finanziarie. Il sottoscritto, valorizzando la sua posizione istituzionale, prese contatti con la Soprintendenza ai Monumenti ed ai Beni Archeologici per approfondire aspetti specifici di competenza e fu deciso, tra l’altro, di inviare sul posto tecnici per opportuno ed indispensabile sopralluogo. L’accoglienza a questi funzionari fu di minacce e diffida ad allontanarsi da quei ruderi, da parte di chi si autoproclamava   “Proprietario” dei beni storici. Seguì una lettera, a tutela di presunti diritti di presunti proprietari, al Sindaco Amatucci da pare dell’on. Cataldo, avvocato di Pisticci, il quale, interpellato da chi scrive, riferì di una iniziativa anche della Sezione dell’allora P.C.I. di Francavilla, a tutela di proprietari di “quel bene” privato”. Seguirono altri atti di diffida al Comune di Francavilla e venne alimentato mario di nubilaun contenzioso, dai toni aspri, spesso anche minacciosi, che, intanto, fecero consumare i tempi di utilizzazione delle risorse finanziarie, pur rese disponibili. Ne sa qualcosa Antonio Fortunato, del quale pure apprezzo l’ardore di “passare dalle parole ai fatti”… altrimenti” “se aspettiamo altro tempo, assisteremo, anzi commetteremmo un crimine ambientale e monumentale, perché l’inclemenza delle intemperie ed il trascorrere del tempo distruggono quello che resta dell’antica Certosa””?? Chi scrive, in una certa occasione, fu apostrofato da un giovane, laureato sedicente “proprietario di quel bene”, come colui che voleva “appropriarsi” di quel rudere.!!! G.Bernard Shaw ad un soggetto, che lo infastidiva, rispose: ”Tutti nella vita hanno diritto ad essere stupidi, ma tu, amico mio, stai esagerando”. A chi non sapesse. vorrei ricordare che l’iniziativa politica di recupero della Certosa ebbe iniziative di accompagnamento, con l’intento divulgativo, partecipativo e preparatorio con un convegno a Francavilla il 29 dicembre 1989 con il tema “Insediamenti, Demografia, Sviluppo nella Valle del Sinninel 550° anniversario della concessione dei Monaci Certosini ai Vassalli di Francavilla del 13-1-1439”, promosso dal Consiglio Regionale della Basilicata, che avevo l’onore di presiedere, d’intesa con il Comune di Francavilla. Ampia ed autorevole la partecipazione di esperti della Cultura: – il Prof. Cosimo Damiano Fonseca Rettore Magnifico dell’Università di Basilicata – esperto medioevista; il Prof. Antonio Giganti, docente di Storia Medievale all’Università di Bari; Prof. Francesco Sisinni Direttore Generale del Ministero dei BB.CC. e Ambientali; D.ssa Rosa Maino, studiosa di problemi storici e geografici dell’Università di Bari; Prof. Dino Adamesteanu Sovrintendente archeologia della Basilicata; Prof. Giovanni Fortunato Docente di Storia in Istituto Superiore di Senise; S.E. Mons. Talucci Vescovo di Tursi e Lagonegro; Prefetto di Potenza Bianco; l’ing. Felice di Nubila, coordinatore del Comitato “Ricerca Storica su Francavilla e la Media Valle del Sinni, di cui faceva parte, tra gli altri, il compianto prof. Antonio Ciancia; Parlamentari e Consiglieri Regionali; oltre ad altre autorità civili e militari. Nella storia della “Certosa ci sono 400 anni (1400-1800) della storia della VALLE del Sinni, intorno alla Certosa “è nata e vissuta la comunità rurale di Francavilla, attingendo non solo insegnamenti per la guida religiosa, ma anche stimolo per lo sviluppo agricolo e artigianale, per il progresso economico e crescita civile”. L’arricchimento della nostra ricerca era l’obiettivo, culturale, della nostra iniziativa, non quello di “impadronirci” (espressione banalmente volgare e quantomeno inappropriata del sedicente acculturato proprietario); oggi “piangere sul bagnato” con altisonanti proclami diventa pura esercitazione retorica!! E, con malinconica conclusione, resta, forse, da dire solo: ”Del Senno di Poi son piene le fosse!

 

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