Istituito 25 anni fa il Parco Nazionale del Pollino

E’ il parco più grande d’Italia e il più giovane. L’eden del Sud, scenario alpestre multiforme d’incomparabile bellezza nel cuore del sud: gloria eterna della natura creata e vanto degli uomini.

don Camillo Perrone

È cosa veramente opportuna e giustissima andar per monti e valli alla ricerca di una natura ricca di manifestazioni ambientali spinti dal bisogno di ritrovare un giusto equilibrio psico- fisico per tutti noi trascinati come siamo dal ritmo vertiginoso di tante cose, che finiscono col diventare preponderanti nel nostro pensiero e nella nostra azione, fino a rendercene schiavi, spossati, nevrotici. Si avverte allora il bisogno ormai primario per una collettività urbanizzata per la quale gli aspetti naturali sono sviliti, quando non annullati, ma che conserva ancora un nostalgico ricordo di un passato più semplice e ricco di “ecologia”.

Sempre più le nuove generazioni manifestano il bisogno di scoprire un mondo che non sappia solamente di cemento e di scenari costruiti e cercano di riqualificare un loro modo di vivere con e nella natura.

Ecco allora offrirsi uno scenario di incomparabile potenza ed espressione ecologica: il Pollino con ambienti naturali e presenze biocenotiche di rara bellezza.

Immergersi nella natura”, come oggi si ama dire, non deve essere solamente un’operazione di attivazione sensoriale, ma rappresentare un più alto momento di qualificazione e godimento mentale e culturale.

Si va per sentieri, alla ricerca di scenari naturali e di panorami eccezionali, ma cerchiamo anche e soprattutto di prestare attenzione a quella serie infinita di elementi animali e vegetazionali che li rendono non solo possibili, ma anche unici e di mirabile complessità e ricchezza.

Monte Pollino “il pino loricato”

Perché tutto ciò sia possibile, è di fondamentale importanza essere accompagnati da una guida sapiente e ricca di informazioni per segnalarci i più significativi elementi ecologici dell’insieme di sistemi che definiscono il massiccio del Pollino.

Per sentieri così ben segnati e descritti si percepirà meglio l’imponenza geologica dei territori percorsi osservando il gioco e l’incidenza dei fenomeni chimico- fisici che hanno modellato questi ambienti. Anche gli occhi più distratti e ignari sapranno cogliere i segni della vita selvatica lasciati sul suolo e la presenza di una fauna di particolare valore. Sapremo percepire anche la presenza dell’uomo e delle sue attività nel millenario processo di rimodellamento e di uso delle risorse naturali e quel patrimonio irripetibile ed unico espresso dalle sue opere.

Si capirà, inoltre, quale serbatoio di fatiche e di lavoro delle generazioni che ci hanno preceduto sia la montagna e quale rispetto oggi le dobbiamo riservare perché possa essere goduta da tutti noi e da quelli che ci seguiranno.

Aggiungiamo poi che proprio su una vetta amena apollinea è ubicato il Santuario regionale della Madonna venerata sotto il titolo “del Pollino”, approdo per gli afflitti da mali spirituali e temporali.

È il faro spirituale che irradia la sua luce esercitando un’attrattiva potente, un richiamo a respirare le aure balsamiche dell’anima. Meta di continui pellegrinaggi, lo è anche il notevole richiamo turistico. E proprio in questi giorni la sacra vetta accoglierà moltissimi devoti per gli annuali festeggiamenti, che saranno onorati soprattutto dalla presenza di S.E. Mons. Vincenzo Orofino, Vescovo dell’alma Diocesi di Tursi- Lagonegro. Vale la pena ascendere a questa montagna maestosa e stupenda sotto tutti i punti di vista.

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