Matera città simbolo vuol crescere con il Sud

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Ernesto Calluori

E’ suggestivo arrivare a Matera e ammirare i lunghi muretti di pietra che si perdono all’ orizzonte, reso giallo a giugno dal grano. Poi, una spaccatura nel terreno con cave di tufo e compare la magica città dei Sassi nella quale il “MaestroGigi Proietti in diretta Eurovisione su Rai 1 il 19 gennaio 2019, davanti a una piazza stracolma ha dato il via alla celebrazione. Mattarella– particolarmente sorridente- per lo show di Gigi Proietti, con l’ ironìa di Rocco Papaleo e i virtuosismi di Stefano Bollani, alla fine della celebrazione sale sul palco e lancia un monito “Matera rappresenta la città simbolo del Mezzogiorno d’ Italia che vuole innovare e crescere“. Dello stesso tenore gli interventi dal palco o per le strade del premier Giuseppe Conte, il quale annuncia che “questo sarà l’ anno della riscossa del Sud” e poi, “abbiamo preparato un grande piano di messa in sicurezza del territorio e un ambizioso progetto del sistema dei trasporti che non può non coinvolgere la Basilicata”.

Il premier invita a battersi contro la sfiducia e la rassegnazione che stride con una realtà tangibile molto stremata non tanto per Matera ma per il resto del Paese Lucano. Da attento osservatore possiamo auspicare che il passato può e deve essere riscattato come un mondo sommerso di potenzialità diverse – non compiute – ma suscettibili di future realizzazioni. Un riscatto, un risarcimento attraverso cui pensare il presente non nella forma di “quello che è”, ma nei termini di “quello che potrebbe essere“. In agguato, tuttavia, ci sono la retorica, le mitizzazioni del passato, l’oggetto di una rivisitazione nostalgica ad opera di chi è estraneo a quel mondo. I paesi, alla fin fine, non hanno bisogno necessariamente di celebrazione, ma di attenzione per quelli che restano e che sono l’ altro volto di quelli che arrivano. In Basilicata, ancora più drammaticamente che altrove, dopo decenni di esodo, fuga dalla montagna e dalla collina e corsa nelle città industriali del Nord o all’ estero per mancanza di lavoro, i paesi, le piccole comunità dell’interno appaiono ormai emarginati, residuati, morenti. L’ abbandono pone in questione la struttura del mondo che si lascia, modifica la densità dei luoghi e cambia la morfologia dell’abitato.

i Sassi di Matera

La Basilicata, è una regione di un popolo di antica ed incompresa cultura che oggi si lascia riscoprire per riproporre risorse e valori che ha custodito e intende, per queste ovvie ragioni, innovare e crescere.

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