Riscoprire la vera politica

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Gaetano Mosca, uno degli originali fondatori della scuola italiana di scienza politica era solito affermare che in tutte le società esistono due classi di persone: quelle dei governanti e l’altra dei governati. La prima, meno numerosa, adempie a tutte le funzioni politiche; mentre la seconda più numerosa, è diretta e regolata dalla prima in modo più o meno legale e ad essa fornisce, almeno apparentemente i mezzi materiali di sussistenza.

Ernesto Calluori

Siamo consapevoli del dramma di questi “tempi” e della nostra esistenza che coincide con uno storico appuntamento epocale disarmato dei suoi veri valori, privo di autorevolezza morale e politica. Se pensassimo ad una sintesi delle nostre costanti aspirazioni, riediteremmo “Giustizia ed Onestà“. Se volessimo un motto per un eventuale programma aggiungeremmo a “Eguaglianza”: “Conoscenza e moralità”. Se dovessimo indirizzare un appello, replicheremmo “Ridarci l’orgoglio di essere italiani“. Oggi, non è importante l’appartenenza a questo o quel Partito ma occorre capovolgere la concezione di un tempo in cui il partito rappresentava una lotta di classe e di categoria. Semmai è importante capire di quali valori sono portatori i partiti. A tutt’oggi, la mancanza di progetti politici, sociali e culturali, la mancanza di sensibilità, quando non la sordità delle istituzioni alle istanze di cambiamento, ha reso difficile se non impossibile la individuazione di quei valori. L’emergere faticoso e lento dei nuovi bisogni saldatisi con il consumismo ha fatto esplodere le contraddizioni di una società che vive da grande potenza-industriale senza possederne i mezzi. E per questo che il sistema ha mostrato segni di stanchezza, da determinare momenti di scollamento tra classe politica e paese reale.

Gaetano Mosca

Nel nostro Paese la politica è stata una sorta di gestione del potere che si è intrecciato con gli affari determinando una equazione difficile da smontare: Mafia – Politica – Affari. Le giovani generazioni rischiano di essere lo strumento in mano dei faziosi o le vittime degli slogan di turno. Mentre qualche anno fa si sperava che anche in Italia si sarebbe costituito una sinistra riformatrice di stampo socialdemocratico come in Europa, oggi si assiste al moltiplicarsi dei Movimenti. Se il sistema elettorale che si sta studiando non vi porrà un rimedio, è probabile che nel futuro parlamento, tra gruppi e gruppuscoli si supererà la ventina. Questo accade perché si è sostituito al bene comune da raggiungere, un inconsapevole individualismo. Si accetta di essere gregari soltanto di se stessi e la disinvoltura è giunta al punto che molti appartengono indifferentemente ad uno o all’altro dei movimenti indicati. La società politica italiana è come quella vecchia ammalata descritta dal Sommo Poeta in un canto del Purgatorio che rigirandosi di continuo nel letto, spera così di porre scherno al suo dolore. A conclusione di questa delimitazione dei confini della classe politica si colloca la constatazione più limpida che essa è per forza di cose una carriera.

 

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