Albania! Grazie per averci fatto fare del bene

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Cari amici, vi dico la verità, come sempre del resto! Sono contento di emozionarmi, ancora una volta, appresso alla dimostrazione di generosità che mi avete dato.

Un senso di soddisfazione mi prende, inerpicandosi dal fondo dell’anima, e viene a placarmi. Mi rende gioioso; sprigiona la soave volontà di rendere grazie al Signore, di pregarlo con le lacrime agli occhi per la gioia. Sono testimone della buona/bella opera che tutt’insieme abbiamo fatto. I latini avrebbero detto satisfactio, cioè “un fare che sazia”, sazia quell’anelito segreto alla giustizia e che tutti avvertiamo spingere pressante nella nostra personale interiorità verso la concretizzazione in opere, in fatti, nonostante il male che ci assale e ci fa sbagliare. Alla fine dei tempi, quando il Signore tornerà in tutto il suo splendore, assisteremo stupefatti a questa portentosa scena: il Male che, come una pesante manto dispiegato, aveva dominato tutto, di colpo si ritirerà dalla scena della vita alla maniera del mare durante la bassa marea. Allora apparirà il fondale e lo vedremo ricoperto, come conchiglie meravigliose, di piccoli gesti d’amore e minute offerte di solidarietà.

Assemblati da un afflato divino che noi non abbiamo potuto distinguere, essi costituiscono il grande fondale dell’oceano del Bene. Capiremo allora che proprio lui, il Bene, avrà vinto la guerra contro il suo e nostro insidioso nemico, il Male. Vi avevo chiesto, già nel mese di febbraio, di organizzare la raccolta dei vostri digiuni quaresimali e dei vostri sacrifici per provare a costituire una borsa di studio a favore di un seminarista povero dell’Albania. Eravate a conoscenza che ero andato a Scutari per insegnare teologia al Seminario dell’Albania e per fare un’esperienza di servizio nei villaggi cristiani della regione, molto depressa e in grande difficoltà. A causa dell’impellente emergenza “conona-virus”, però, ho dovuto organizzare di fretta il mio rientro quando mi mancavano altri 15 giorni alla fine della missione. Con grande dispiacere, naturalmente, ho raggiunto casa dove ho consumato la quarantena.

La mia permanenza nel Paese delle Aquile è stata breve ma intensa: ho volontà di tornarci ancora, se me lo permetteranno. Vi avevo in alcune lettere descritto cosa vedevo, cosa sperimentavo. Porto impresso nell’animo ancora tanti volti, molte situazioni difficili anche da riferire. É bastato, come vi dicevo, a decidermi di far qualcosa, anche una piccola cosa e, grazie a voi, ci sono, anzi ci siamo riusciti. Una piccola cosa! Nella vastità dei bisogni di quella gente, di quella terra, è comunque preziosa, credetemi, perché è andato di scena il nostro cuore. Che soddisfazione! Che piacere potrete sperimentare voi che mi avete seguito, ognuno come ha creduto, come ha potuto, restando anonimo o firmandosi, dando poco o tanto. Ditelo in giro che si prova l’immortalità ogni volta che si rinuncia a sé, a qualcosa di sé e per sé, per aiutare un altro, chiunque esso sia. In fondo, anche in tempi pericolosi e angoscianti come questi, cosa ci costa privarci di pochissimo per riempire la mano di chi ce la tende? Sono veramente fiero di voi, lasciatemelo dire. Non solo rimproveri! Non solo esortazioni! Anche attestati di merito! In molti mi avete ringraziato per avervi dato la possibilità di partecipare. Mi avete donato effusioni di sentimenti che mi rinfrancano: custodirò tutto nel segreto del mio ricordo e pregherò tanto, sempre per voi. Tra i molti, mi ha colpito questo biglietto firmato che dice così: «Un piccolo gesto per una “giusta causa” in virtù della vostra grande onestà e immensa umanità. Grazie per quello che fate». Non ho parole! Vi rappresenta tutti. A mia volta, vi rappresento la freschezza del mio cuore: voglio, da sacerdote, insegnarvi l’arte di amare, se non vi appaio presuntuoso. Vorrei che questa intesa caritativa continuasse, magari una volta all’anno, adottando un seminarista albanese in forma stabile. In fondo, non ci costerà molto se saremo in tanti a partecipare come questa volta. Ma ne riparleremo a tempo debito. Adesso vado a presentarvi il quadro della situazione.

La raccolta è cominciata il 3 di aprile, con la Settimana Santa, ed è terminata ieri, il 29, festa di Santa Caterina. Sono state elargite offerte sia sulla carta aperta per l’occasione che a mano, lasciate presso la farmacia Salvati, la panetteria Di Giacomo e a Teresa Cupparo.

don Enzo Appella

La somma totale è di 6.165,00 euro. Subito inoltrerò al Rettore del Seminario di Scutari, don Leonardo Falco, 2.500 euro per la borsa di studio di un seminarista, scelto secondo il suo criterio. Il resto verrà elargito in particolare a uno di loro per le cure di cui necessita e già in atto, man mano che esse avanzeranno. Debbo ringraziare ciascuno di voi, ho cercato di farlo recapitandovi un messaggio su WhatsApp, almeno per i numeri che avevo. Il grazie è a chi non ho potuto raggiungere perché anonimo o perché non ha specificato il suo nome sul versamento. Grazie ai gruppi dell’AC, del RnS e dell’Unitalsi di Francavilla. Grazie a chi ha voluto partecipare dai paesi attorno: Agromonte, Fardella, Teana, Calvera, Carbone, Chiaromonte, Senise, San Severino, Episcopia, venuti a conoscenza dell’iniziativa tramite Facebook. Grazie anche ad alcuni miei confratelli sacerdoti che hanno voluto dare il loro contributo. Dio ci ascolti ogni volta che ci rivolgiamo a lui per essere aiutati, consolati, amati. Vi stringo sul mio cuore, rivitalizzato dal vostro buon esempio. Grazie! Pregate anche voi per me. Don Enzo

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