Le quote “ rosa “ in politica

Ernesto Calluori

L’interrogativo ricorrente ce lo siamo posto: “perché le donne dovrebbero essere più numerose nei luoghi in cui si assumono le decisioni politiche?“ Può essere interessante sottolineare sulle capacità e sensibilità femminili nonché sui vantaggi per la società nel suo insieme per una maggiore presenza di donne nelle istituzioni politiche; sul carattere complementare delle qualità specifiche di entrambi i sessi; sulla necessità che gli interessi delle donne siano presi in considerazione, in grado di rispondere ai bisogni di una popolazione composita e variegata.

Inoltre, la libera competizione fra schieramenti di uomini e donne di partito che si candidano a governare è la caratteristica su cui si fonda e mantiene al meglio un regime democratico. La funzione rappresentativa della “donna“ elettrice e candidata “ è caratterizzata, oltre che da responsabilità (per cui gli eletti devono rispondere dei programmi sui quali hanno ottenuto il voto degli elettori), anche da uno spazio diautonomia decisionale, legata alla necessità di risolvere i problemi che man mano si presentano. Infatti, laddove si decide in autonomia, la rappresentanza mostra tutta la sua dinamicità che evidenzia l’elemento personale con le caratteristicheindividuali e culturali e quindi, l’appartenenza di genere.

Le donne, proprio perché a lungo escluse dai luoghi decisionali, saranno in grado d portare nuove idee e nuovi temi, anche lontani dalle priorità politiche abituali. Sulle pari opportunità per le donne, l’obiettivo è quello di promuovere una pari rappresentanza di entrambi i sessi nelle assemblee elettive in quanto la società è composta di donne e uomini in nome della democrazia. In Italia le cosiddette “quote elettorali” di genere hanno avuto una storia piuttosto travagliata. Il termine “quote” indica una molteplicità di situazioni spesso diversi tra loro.

In primo luogo, possono essere liberamente scelte dai partiti o imposte per legge. La questione è molto dibattuta tant’è che si segnalano poche donne capolista nelle elezioni municipali la cui composizione dei governi locali, non sempre rispetta il principio paritario. In ogni caso, la miglioresoluzione per favorire un mutamento sociale resta lo scrutinio proporzionale di lista con l’osservanza di recarsi alle urne liberamente senza condizionamenti di alcungenere.

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