L’on Molinari ricorda Dossetti a 24 anni dalla sua morte 15 dicembre 1996

Giuseppe Dossetti è stato uno degli uomini più originali e profondi dell’immediato dopoguerra. Uno studioso, professore di diritto, dopo aver partecipato alla resistenza fu membro dell’Assemblea Costituente e deputato nelle file della Dc di cui rimase vice-segretario nazionale fino al 1951 spesso in contrapposizione dialettica con De Gasperi.

Nel 1947 dopo aver frequentato il gruppo chiamato dei “professorini “costituito da Lazzati, La Pira, Fanfani fondò’ il quindicinale “Cronache Sociali “che fu un riferimento delle migliori energie della Dc e fucina di molti quadri dirigenti.

Nel 1951 scelse di ritirarsi dalla vita politica ed accademica fondò la comunità monastica della Piccola famiglia dell’Annunziata. Decisivo fu l’incontro con il cardinale Giacomo Lercaro arcivescovo di Bologna di cui fu collaboratore durante il Concilio Vaticano Secondo. Dopo una breve esperienza nel Consiglio comunale di Bologna dal 1956 al 1958 nel 1959 venne ordinato sacerdote ed andò a vivere nelle comunità monastiche ed in particolare in Israele.

Giuseppe Dossetti

Nei suoi ultimi anni di vita dinanzi ai rischi gravi per la democrazia del paese fece sentire la sua voce in difesa della Costituzione. Mori il 15 dicembre 1996.

Figura complessa, profetica e testimone del 900, ispirata alla radicalita’ evangelica, non considerò mai la politica in una logica di cristianizzazione della società o di ideologia cattolica. È questo l’impegno che mise nella stesura degli art.2 e 3 della Costituzione che recepivano un’idea pluralista della società.

Giuseppe Dossetti

A Dossetti interlocutore privilegiato della segreteria di stato Vaticano si deve l’impostazione dell’art.7 che regola i rapporti tra Stato e Chiesa Cattolica.

In politica estera privilegiò la prospettiva europea rispetto a quella genericamente occidentale e la dimensione politica su quella militare. Lui era contrario all’ingresso dell’Italia nella NATO e l’unico deputato Dc che votò contro a tale adesione fu il lucano dossettiano Gaetato Ambrico. Di Dossetti voglio ricordare il suo discorso più conosciuto pronunciato a Milano il 18 maggio 1994 in occasione dell’ottavo anniversario della morte di di Giuseppe Lazzati molto attuale e moderno:

Giuseppe Dossetti

Sentinella quanto resta della notte? La sentinella è consapevole che la notte è notte e non rimpiange il giorno passato, è proteso in un atteggiamento vigile e senza illudersi in un immediato passaggio dalle tenebre alla luce, riesce a cogliere le prime luci dell’alba. Questa immagine biblica è un monito anche per i nostri giorni a saper distinguere le notti che la nostra società attraversa, a vigilare affinché in questi momenti bui sfuggiamo alle tentazioni di soluzioni facili o scorciatoie, a non lasciare che la nostra capacità critica si smorzi, ripiegando nostalgicamente sul passato ma a mantenere la lucidità necessaria per riconoscere i segni dell’aurora. Alimentare questa speranza, anche in questi giorni drammatici, che solo l’aurora porta con se èdavvero l’eredità più bella di Giuseppe Dossetti.

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