Il Parco (parto) del Vulture

Era facilmente prevedibile che il Parco del Vulture fosse l’occasione per rivendicazioni pretestuose, chiamiamole così.

Aldo Michele Radici

L’aver voluto inserire pezzettini di territori, che non hanno nulla a che vedere con il Monte Vulture, doveva servire unicamente a far rivendicare poi a qualche buon tempone l’esserne il Presidente.

Ma qual è la grande anomalia, chiamiamola così, di questa vicenda che sta assumendo del surreale. È esattamente la illegalità perpetrata da parte dell’organismo che dovrebbe proporre nel rispetto della legge una rosa di nominativi al Consiglio Regionale. Non me ne vorrà il Consigliere Coviello se ancora una volta mi addentrerò in questioni di tipo legale e del rispetto delle norme vigenti.

Infatti la legge istitutiva del Parco prevede che il Presidente venga scelto tra persone che ne abbiano i requisiti e precisamente l’Art. 6 della legge così recita

“Il Presidente dell’ente Parco è nominato dal Consiglio Regionale secondo le procedure previste della legge regionale n. 32/2000 e s. m. i. sulla base di un elenco massimo di cinque nominativi individuati dalla Comunità del Parco.”

I requisiti sono riportati nell’art. 5, che così a sua volta recita:

“Il Presidente del Parco e i Componenti del Consiglio Direttivo devono essere in possesso dei requisiti di comprovata competenza in materia amministrativa di tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio naturalistico e ambientale e sono nominati secondo le procedure previste negli art. 6 e 7 della presente legge.”

Cosa significa in pratica tutto questo? Semplicemente che non vi è il rispetto delle norme vigenti.

Rionero e il monte Vulture

La legge regionale n. 32 del 2000 stabilisce le procedure per candidare o autocandidarsi alla carica di Presidente del Parco mediante la presentazione di domanda accompagnata da adeguata documentazione, tra cui la dichiarazione di notorietà debitamente sottoscritta, nella quale dichiarare di avere i requisiti richiesti dalla norma.

Tale mancanza di requisiti è stata la ragione per rigettare da parte del Consiglio Regionale la prima rosa di nominativi composta, guarda caso, da cinque sindaci e indicata dalla Comunità del Parco.

Un organismo, che dovrebbe valutare le richieste pervenute sulla base dei curriculum prodotti, indica invece 5 sindaci componenti dello stesso organismo senza che nessuno fosse in possesso dei requisiti richiesti e senza, cosa ancora più grave, valutare le domande pervenute e i relativi curriculum, che non è una parola scurrile, ma è il presupposto legale per ambire a tale ruolo.

Che le richieste non siano state esaminate è dato dalle note scritte da altri sindaci, che si erano dissociati da tale comportamento. Quindi continue violazioni della legge, che qualche dubbio dovrebbero pur farlo sorgere nella mente della gente: “ma da chi siamo amministrati?

Allora si ricomincia e si ripropone al Consiglio Regionale una nuova rosa di nomi in cui la pattuglia dei 5 sindaci si riduce a 3, gli irriducibili, più due aventi i requisiti. Ancora un dispregio alla legge e si ripropone un atto illegittimo, questa volta nella piena consapevolezza di riproporre un atto già rigettato.

Ma perché ci si può chiedere che ciò possa avvenire? Per la semplice ragione che, dovendo produrre una rosa di massimo cinque persone aventi però i requisiti, occuparne tre, con i soliti noti sindaci, si impedisce di fatto di nominare di fatto altri tre con requisiti. Ancora una volta, sempre riportato dagli altri sindaci dissociati, non tutte le richieste con i curriculum sono state esaminate e valutate.

Questa volta vi è un aggravante quello di voler indurre in errore e direzionare l’organismo deliberante per la nomina, ossia il Consiglio Regionale, solo su due nominativi.

Laghi di Monticchio monte Vulture

Ora una valutazione tutta politica: ciò è possibile per la mancanza dei partiti e della loro funzione selettiva di un’adeguata classe politica locale. Se poi a ben vedere chi adotta questi comportamenti, chiamiamoli così, è di persone dichiaratamente di centrosinistra (qualcuno in procinto di un salto a destra) si capisce bene quale credibilità oramai vive questa parte politica.

Ma d’altro canto non si colgono nel centrodestra, che oggi governa la regione, atti consequenziali e coerenti. Cogliamo invece il silenzio dell’Assessore Rosa, che in altri tempi avrebbe tuonato. E ora una valutazione tutta personale. L’avere presentato la mia candidatura alla Presidenza del Parco non è per ambire a tale carica, ma per impedire che si compia un ulteriore scempio in questo territorio e tale rimarrà il mio intento, ricordando a qualche sciocco sprovveduto che io ho già da dirigente regionale gestito Monticchio, il Parco Gallipoli Cognato e tutte le aree naturali protette e le foreste demaniali regionali.

Né mi interessa gestire un Parco (un parto) già abortito sul nascere.

Potenza 21 maggio 2021 Aldo Michele RADICE

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi