L’esercizio della carità per intravedere la forma di Dio tra noi

Carissimi tutte e tutti, sebbene con un po’ di ritardo dovuto a tante faccende da sbrigare e per cui vi chiedo scusa, finalmente scrivo il resoconto della raccolta a favore di una borsa di studio per un seminarista indigente dell’Albania che ci ha visti impegnati (digiunando, vale a dire privandoci di un po’ del nostro abbondante) nel tempo della Quaresima trascorsa. Abbiamo anche quest’anno partecipato in tanti, non solo della parrocchia dove attualmente offro il mio modesto servizio, ma anche di alcune altre per via dei bei rapporti di amicizia e di stima che da tempo si sono creati fra me e loro.

don Enzo Appella

Vi propongo una riflessione, approfittando dello spazio che la testata Francavilla-online mi concede e per cui esprimo ringraziamenti. Essa riguarda il metodo che vorrei si capisse sempre di più nella sua fisionomia al fine di una concreta azione dal basso di solidarietà costante e sempre perfettibile. Intendo dire che, alle nostre buone intenzioni presenti in cuore e nella mente, dobbiamo fornire le mani, cioè uno strumento atto alla loro realizzazione, altrimenti il nostro dichiararci solidali con chi soffre resta teoria inutile e dannosa per la testimonianza che ci compete in quanto cristiani e, prima ancora, in quanto umani.

La carità deve pur diventare il banco di prova della tenuta della nostra fede e del nostro seguire Gesù. Ora, non si dichiara semplicemente l’amore, ma lo si fa, lo si attua, lo si pratica. Certi inviti, come il mio tra i tanti che ricevete, servono a comprendere che bisogna organizzarsi dando priorità. Infatti, si ignorano molte volte tali chiamate non per mancanza di sensibilità o, detto in modo crudo, per “tirchieria”, quanto piuttosto per l’assenza di riferimenti affidabili che, con paziente dedizione, organizzino il tutto. Ecco perchè, per questa opera che spero possa continuare negli anni, abbiamo impegnato il tempo penitenziale della Quaresima: molti di noi, se non tutti, praticano come forma di digiuno il togliere dalla propria tavola qualcosa del loro pasto o un pasto intero, donando il corrispettivo. É chiaro che, se uno non mette letteralmente da parte 5/10 euro settimanali (per un totale di 5+1 venerdì quaresimali), poi diventa complicato donare in un solo colpo la somma totale a causa delle comprensibili difficoltà che ciascuno affronta. Una cosa è separarsi da una piccola somma settimanalmente, altro è elargirla totale in un solo momento. Con qualcuno di voi sto riflettendo per far diventare il metodo qualcosa di fattibile: sempre nella massima libertà ciascuno di voi sceglierebbe di farne parte stabilmente (come in una sorta di “elenco”) e mensilmente donerebbe una somma in base alle proprie esigenze e al proprio grado di generosità. Pure a chi è in seria difficoltà tra noi, non sarebbe cosa impossibile metter da parte anche un minimo per altri sofferenti. Tutti abbiamo diritto alla gioia di poter donare. Alla fine dell’anno persino chi è povero tra noi si trova a poter dare per altri poveri non poco. E chi ha a disposizione molto, sa che potrebbe essere di gran lunga più generoso.

don Enzo Appella a un convegno Ortodosso

Dovreste essere voi laici a portare avanti un progetto del genere, perchè noi preti dobbiamo occuparci di altro e su altri fronti. Qualcuno potrebbe dire che abbiamo già canali ufficiali: raccolte Caritas, collette parrocchiali, offerte spontanee, donazioni su conto-correnti, ecc. É vero. Non si tratta, però, di opporre un altro modo a quello “classico” e canonico che va assolutamente mantenuto in piedi, anzi incentivato. Credo che un ragionamento come quello che sto cercando di esporre guarderebbe un po’ più in là, anche a chi della parrocchia non fa parte o che si avverte in imbarazzo perchè insidiato da dubbi.

Tra l’altro, nella pratica del bene, vale sempre l’antico detto sine modo, cioè senza limite. Quante volte abbiamo constatato che il poco di molti, raccolto insieme, ha fatto il molto per tanti! Insomma, parliamone!

In conclusione, eccovi il resoconto: tra le offerte versate sulla carta e quelle raccolte a mano, si è arrivati al totale di 6.260 euro (+ 1400 euro dalla comunità di San Giorgio con l’ausilio del parroco don Nicola). Un bel traguardo, dunque!

C’è da ringraziare davvero tutti con la stessa intensità: gli anonimi, la parrocchia di San Severino, quella di Francavilla, gli amici di Agromonte, i gruppi di AC, UNITALSI, Rinnovamento nello Spirito, gli amici di Sant’Arcangelo, Teana, Episcopia, Senise, Fardella, quelli di Capri, di Castellammare, di Potenza e altri ancora, anche confratelli preti che hanno voluto condividere i loro personali risparmi. Se ho dimenticato qualcuno, si stia pur certi che non sarà così nella mia preghiera e nella lode al Signore per tutto il bene diffuso.

Provvederò nei prossimi giorni a inoltrare a don Leonardo la quota per la borsa di studio. Che Dio vi benedica e che lo faccia generosamente! Un abbraccio

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi