Giuseppe Catenacci primo Dc lucano nominato nella Consulta Nazionale

Giuseppe Catenacci politico, ingegnere, professore, pubblicista, storico e poeta; “l’uomo dal multiforme ingegno” come è stato definito. Antifascista, oppositore duro al fascismo e per questo venne arrestato, amico di Giustino Fortunato.

Alla caduta del fascismo aderì alla DC collaborando con don Minozzi nell’opera nazionale del Mezzogiorno. Fu il fondatore della DC a Rionero in Vulture ed aprì sedi di partito in tutti i comuni del Vulture-Melfese. Si racconta che spesso Catenacci andava in questi centri in bicicletta per incontrare e per parlare con i giovani suoi ex allievi che aderirono in massa alla DC, Contribuì alla nascita di circa 60 sezioni della DC nei vari centri della Basilicata.

Si guadagnò con il suo impegno politico la stima dei dirigenti nazionali come Giovanni Gronchi tanto che nel 45 fu designato fra i 38 consultori democristiani proposto dal comitato di liberazione di Potenza, Nel gennaio 44 fu nominato deputato provinciale in rappresentanza della DC fino al 50, e rieletto nel 52 e nel 57 fu eletto consigliere comunale a Rionero.

Da consigliere provinciale allargò il suo orizzonte e si impegnò su tutti i problemi della sua area. Negli anni 50 fu nominato nel consiglio di amministrazione dell’ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria di Puglia e Lucania dando una valida collaborazione ed un notevole contributo.

Da ingegnere fu progettista di molte opere ed in particolare del cine teatro dei Combattenti a Rionero abbattuto improvvidamente qualche decennio fa. Nella Consulta nazionale (25-09-45 al 24-06-46) Catenacci fece parte della commissione per la ricostruzione, lavori pubblici e comunicazione insieme a personalità come Enrico Mattei, Cerabona, Sandro Pertini, Giulio Andreotti.

Rionero – Cinema Combattenti

Numerosi furono i suoi interventi. Famoso quello del 23 novembre 1945 alla Camera dei Deputati dopo l’intervento del Ministro dei Lavori Pubblici Romita, quando definì la Basilicata o Lucania che dir si voglia

cenerentola d’Italia. Essa è al centro della questione meridionale e chiese il raddoppio dei finanziamenti per la costruzione di case, strade e per la difesa del suolo”.

Romita rispose che si sarebbe provveduto in tal senso in una regione segnata dal disordine idraulico, dalla malaria e dalle frane. Il 1 novembre 1944 la DC aveva indetto una giornata della solidarietà popolare e Dossetti, vice-segretario nazionale designò Catenacci a tenere a Matera una conferenza che ebbe grande successo. Forte del suo notevole impegno come consultore venne candidato alle elezioni del 1946 all’Assemblea Costituente come capolista della DC ma non venne eletto, arrivò quarto.

Superata la delusione dell’insuccesso nel 1948 si candido’ alla Camera dei Deputati nelle file della DC e risultò il primo dei non eletti. A partire dalla metà degli anni 50 si manifestò’ sempre più apertamente un dissidio fra Catenacci e la dirigenza DC di Potenza di cui venne informato il segretario nazionale Guido Gonella. Dissidio che lo avrebbe portato di li’ a qualche anno ad abbandonare il partito per approdare prima al Movimento Comunità di Adriano Olivetti e successivamente da indipendente al Partito Socialdemocratico.

La figura di Catenacci merita di essere riconsiderata, rivista e rivalutata.

ing. Giuseppe Catenacci

Gli ultimi anni della sua vita furono segnati da amarezza, isolamento ed oblio da parte di molti. Indubbiamente Catenacci, persona intelligente, ricca culturalmente era un personaggio “scomodo” però merita a pieno titolo il giusto posto e ruolo nel Pantheon dei politici lucani del dopo-guerra che hanno contribuito a costruire la democrazia nella nostra regione.

I democristiani di Basilicata non possono dimenticare quello che Catenacci ha fatto politicamente ed organizzativamente per l’affermazione degli ideali cattolici-democratici come Vincenzo Verrastro lo ha richiamato e citato più volte nel suo saggio “Studio di storia sociale e religiosa“.

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