Ricordare Sebastiano Fanuele per fare memoria

Ricordare Sebastiano Fanuele per fare memoria – firma storica del giornalismo lucano

Sebastiano Fanuele

Una comunità è tale se il suo popolo, tutto insieme, si adopera per elevarsi e progredire culturalmente socialmente ed economicamente. Affinché ciò avvenga tutti devono contribuire nei modi e nelle forme che ognuno sa offrire. Le nostre comunità, ricadenti in un’area geografica interna, già di per se arretrata, se vantano, oggi, un minimo di sviluppo, lo si deve a persone le quali hanno saputo parlare al popolo, hanno saputo orientare le scelte, hanno saputo diffondere informazioni, in un contesto storico dove le comunicazioni erano del tutto carenti.

Oggi, con l’avvento di internet, si ha un over dose di informazioni siano esse locali regionali e nazionali. Un tempo, chi non è più ragazzino ricorderà, quando non esisteva ancora il TG3 regionale, le notizie circolavano veramente con il contagocce, erano poche le fonti dove si attingevano notizie, ricordo che una della più autorevoli sorgenti di informazione era la pagina della Basilicata, che veniva inserita nel quotidiano “Il Tempo”, oppure nel quotidiano della “Gazzetta del Mezzogiorno”.

Chi era alla ricerca di notizie locali, cercava su “il Tempo” la pagina locale, sperando di trovare articoli che portassero la firma di Sebastiano Fanuele, perché era uno dei pochi, pochissimi oserei dire, che si occupavano di informare e raccontare la nostra quotidianità, fatta di piccoli e grandi sogni, erano gli anni ‘70 e ’80.

Sebastiano Fanuele, era un senisese doc, nato però a Viggianello il 15 agosto del 1928, perchè suo padre Antonio, in quegli anni, svolgeva la sua professione di medico condotto nel paese della valle del Mercure. C’è chi sostiene che sia nato con la penna in mano, infatti la sua grande passione era lo scrivere, raccontare i fatti, fare il giornalista. Sebastiano infatti era impiegato comunale, è stato anche Presidente della costituente Comunità Montana medio Sinni – Pollino – Raparo, che venne istituita in Senise.

Senise (Potenza)

Vorrei poter parlare di quest’uomo, grazie alla sua vocazione giornalistica, al suo modo semplice di porsi, ha saputo incidere con discrezione e garbo nel tessuto sociale di questa area emarginata del profondo sud della Basilicata.

È vivo il ricordo del periodo delle battaglie del senisese per la costruzione della Diga di Monte Cotugno, quegli anni di lotte e di conquiste hanno trasformato il nostro territorio, caratterizzato fino ad allora da arretratezza, povertà e miseria, in un momento di sviluppo.

Furono anni di grande fermento economico, infatti furono costruite grandi opere quali l’invaso della più grande diga d’Europa in terra battuta, la superstrada Sinnica, che ci ha tolto definitivamente da un isolamento sociale e culturale collegandoci alle grandi arterie nazionali e la costruzione dell’area industriale di Senise.

Questo periodo ha stravolto le vite di tanti cittadini di Senise e del senisese. Sebastiano Fanuele attraverso le colonne del “il Tempo” e della “Gazzetta del Mezzogiorno” ha fatto sentire la sua voce alle popolazioni di questi territori, sollecitando le coscienze sui cambiamenti che stavano per avvenire, orientando sia il popolo che le classi dirigenti locali verso un modello di sviluppo che favorisse entrambi.

Si può condividere o meno la sua idea, però l’opera svolta è meritevole di memoria, perché Sebastiano si è adoperato tanto, affinché si creassero le condizioni per migliorare lo status delle nostre genti. Grazie alle sue sollecitazioni giornalistiche si è creato la cultura del dialogo, che ha facilitato le trattative con il Governo di allora, favorendo un esito pacifico e positivo per tutti, che ci ha resi protagonisti e non spettatori del nostro futuro.

Sebastiano Fanuele ci ha raccontato del sequestro e del ritrovamento di Paul Getty, che in quegli anni ci ha visti protagonisti di una pagina di cronaca nazionale.

Lo abbiamo visto tra i primi a correre, quella mattina del 26 luglio 1986, tra le rovine della collina Timpone di Senise, per documentare e raccontare la grande tragedia che colpì Senise e i suoi abitanti.

Sebastiano Fanuele

Sarebbe veramente lunga la citazione delle sue performance di uomo dell’informazione, in quanto ogni occasione-evento era raccontato dalla sua inseparabile penna. Sebastiano Fanuele ha dato molto a questo territorio, ricordarlo per fare memoria è un dovere di tutti perché come dicevo all’inizio ognuno, come in una orchestra, deve fare la sua parte.

Sarebbe bello poter ricordare e raccontare a tutti, anche a chi non ha avuto l’opportunità di conoscerlo di persona, chi era Sebastiano Fanuele, attraverso una manifestazione pubblica che rendesse omaggio ad un professionista che con scarsi mezzi ha saputo trovare il modo per farsi e farci conoscere e sentire.

Lo salutiamo con affetto nel suo 22esimo anniversario della sua salita in cielo.

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