La notte di Sigonella: il NO’ di Craxi a Reagan

Ernesto Calluori

Ciò che la parola non può dire si deve scrivere diceva un noto scrittore. Bene, gli avvenimenti di questi giorni ci richiamano alla memoria, all’annuncio del sequestro dell’ “Achille Lauro “ da parte di un gruppo di terroristi palestinesi che si presenta al Presidente del Consiglio Bettino Craxi il 7 ottobre del 1985.

Perché una nave Italiana? Una parte dei passeggeri dell’“Achille Lauro”, in crociera nel Mediterraneo è sbarcata al Cairo. Sulla nave ci sono passeggeri di tutte le nazionalità: austriaci, svizzeri, tedeschi, belgi, spagnoli, italiani, inglesi e sedici statunitensi.

Le prime misure del governo italiano sono di carattere militare con la mobilitazione della Vittorio Veneto ai paracadutisti del battaglione “Col. Moschin” per prepararsi al peggio pur di liberare la nave con le vittime.

Ma le carte che Craxi vuole giocare sono quelle politiche. Bisogna capire e, poi assumere una qualche iniziativa. Intanto, sono all’opera le diplomazie di tre continenti: Roma, Washington,il Cairo, Damasco, Bonn, Parigi e Londra.

Ognuno gioca una sua partita alla ricerca di un successo politico. Al governo italiano, a Craxi, il compito di dipanare la complessa vicenda. L’Italia ha buone carte diplomatiche da giocare per i buoni rapporti con tutti i paesi arabi.

Trovare la carta giusta nel mazzo dei partiti, dei gruppi e della molteplicità delle formazioni terroristiche che si battono per la libertà della Palestina non è un lavoro facile.

Comincia una partita a tre: Italia, Siria, Stati Uniti. Damasco che mostra interesse ad avere una parte nella faccenda, fa sapere che i dirottatori hanno chiesto l’ingresso nel porto per avviare i negoziati. Gli USA sono contrari e vorrebbero la nave in acque internazionali per poterla assaltare. La decisione italiana è di rifiutare l’attracco, anche se Craxi finisce sotto accusa per non aver aderito all’azione militare.

Bettino Craxi ricorda che la nave ”Achille Lauro” è italiana, dunque territorio italiano e consiglia calma e prudenza. Ma dove andrà ora la nave? La buona notizia giunge dal Ministro degli Esteri egiziano: la nave punta verso l’Egitto che è contro il terrorismo e i dirottatori difficilmente avrebbero potuto trovare copertura o protezione per l’atto compiuto.

Intanto, gli emissari di Arafat riescono a persuadere i dirottatori alla resa con la sola contropartita di un salvacondotto che consentirà loro di raggiungere la Tunisia dove l’OLP si impegna a processarli.

Craxi aveva ottenuto una grossa vittoria. Infine, alle quattro del mattino c’è stato l’ultimo “no” di Craxi a Reagan e la Casa Bianca non può insistere nella violazione delle leggi di uno Stato alleato. Quando la Casa Bianca chiama Craxi, i terroristi sono nel cielo italiano.

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