Firma anche tu la Mozione finale del Seminario di Studi “i trent’anni della legge quadro sulle aree protette”

San Paolo Albanese

Il 6 dicembre 2021, si è concluso a San Paolo Albanese il Seminario di Studi su “I trent’anni della legge quadro sulle aree protette n. 394/1991”, in quella sede è stata sottoposta all’attenzione dei presenti la Mozione conclusiva dei lavori, è stata letta ed approvata e sottoscritta da tutti i partecipanti, presenti nella fase conclusiva, ed acquisita agli atti del Seminario.

 

Al fine di promuovere e sostenere, presso le istituzioni e le comunità locali e nazionali, un rinnovato e più incisivo impegno a favore delle aree protette e del loro ruolo, si chiede un ampio coinvolgimento delle popolazioni che abitano le aree protette e di tutti coloro i quali mostrano interesse e sensibilità verso l’ambiente e i territori interessati. Alla luce di quanto emerso dai lavori citati, si ritiene sia utile e indispensabile la partecipazione attiva e proattiva di integrazione con i Territori e specificamente con il tessuto socio-economico, culturale e amministrativo locali.

Pertanto, chiunque fosse interessato può sottoscrivere la mozione e inviarla per e-mail (protocollo@comunesanpaoloalbanese.pz.it) o whatsapp (3486622361).

Ringrazio e porgo i migliori auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.

IL SINDACO
(Dott. Mosè Antonio Troiano)

 

Mozione

a conclusione dei lavori del

Seminario di studio
“I trent’anni della legge quadro sulle aree protette n. 394/1991” San Paolo Albanese, 6 dicembre 2021

A conclusione dei lavori del Seminario di studio su “I trent’anni della legge quadro sulle aree protette n. 394/1991”, svoltosi a San Paolo Albanese il 6 dicembre 2021, i partecipanti all’evento approvano e sottoscrivono la presente “Mozione”, al fine di promuovere e sostenere, presso le istituzioni e le comunità locali e nazionali, un rinnovato e più incisivo impegno a favore delle aree protette e del loro ruolo. La “Mozione” rappresenta un documento di sintesi, con il quale si evidenziano gli interessi emersi nelle Sessioni di “Approfondimenti” e di “Esperienze a confronto” e durante il dibattito tra rappresentanti di istituzioni e portatori di interesse collettivo.

La manifestazione odierna vuole prospettare l’assunzione di una rinnovata consapevolezza della enorme e vitale importanza, per il benessere umano, della missione delle aree protette e della necessità, più che mai urgente, di farle diventare reali strumenti di compatibilità del nostro modello di vita con l’uso delle risorse umane e naturali di cui disponiamo.

L’iniziativa di organizzare un Seminario di studio, a trent’anni dal 6 dicembre 1991, data di promulgazione della legge quadro n. 394 sulle aree naturali protette, è nata dalla constatazione che le radicali trasformazioni intervenute in tale periodo impongono, oggi, un’analisi, un approfondimento, <una riflessione “a più voci” sui temi dell’ambiente, della natura, della cultura, della società, dei modi d’uso delle risorse, del loro rispetto e degli strumenti di governo degli ecosistemi>.La ricorrenza ricade, infatti, in un momento di estrema difficoltà della condizione ecologica, nella quale l’umanità si trova a vivere per effetto della crisi ambientale, dei cambiamenti climatici, dell’erosione della biodiversità, in particolare della biodiversità agroalimentare, le gravi conseguenze connesse alla epidemia da Covid-19, in aggiunta alle già annose condizioni di sofferenza delle aree interne, specialmente di quelle più marginali e disagiate.

Dal 1991 ad oggi, il quadro normativo si è evoluto con ulteriori interventi legislativi e con nuovi strumenti normativi, tra i quali quelli riguardanti: a) la rete Natura 2000, b) il Codice dei beni culturali e del paesaggio, c) la Strategia nazionale per la biodiversità, d) la legge per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, e) la Strategia Nazionale per le aree interne, f) le recenti modifiche alla legge quadro 394/91, g) la recente ratifica della Convenzione di Faro sul valore del patrimonio culturale. Sono interventi, questi, che costituiscono un completamento ed un rafforzamento della legislazione di trent’anni fa.

S. PAOLO A. -Danza del falcetto

Inoltre, congiuntamente alle difficoltà conseguenti alle emergenze già indicate, l’attuale situazione delle aree protette risente di una attenuazione della spinta propulsiva e di una non pienamente compiuta applicazione di una legge di “indiscutibile” rilevante valore culturale e scientifico e di svolta nella tutela e nella gestione delle risorse naturali e culturali e dei servizi ecosistemici. Una legge “lungimirante”, che, riprendendo una dichiarazione dell’OCSE del 1994, ha dotato l’Italia di “una modernissima concezione della protezione della natura”. Con tale legge, la “governance” del territorio ha assunto una responsabilità politica e istituzionale che richiede piena consapevolezza delle modalità d’uso delle risorse naturali e culturali e una definizione, coerente e compatibile, degli obiettivi di pianificazione e di gestione del territorio e dell’ambiente.

Le ragioni che oggi rendono essenziale un rilancio delle Aree protette si fondano sulla necessità di rivalutare la Conservazione della Natura come presupposto per un forte riequilibrio territoriale, socioeconomico, paesaggistico, naturalistico, idrogeologico e climatico, dato il loro valore culturale ed ecologico, che le rende veri e propri attrattori eco-turistici, capaci di dar vita a un nuovo, moderno Grand Tour, riorientato in veste etica ed ecologica. Come molte esperienze dimostrano, a partire dal caso del Parco Nazionale d’Abruzzo degli anni ‘70, l’incremento del turismo naturalistico, escursionistico, lento, esperienziale riesce a convogliare verso i Parchi e i loro borghi, come luoghi di accoglienza, flussi socioeconomici consistenti, in grado di rianimare i paesini e di stimolare le produzioni artigianali ed agroalimentari tradizionali, offrendo occupazione e futuro alla gioventù locale.

Sacra Liturgia in rito Greco Bizantino

Trasformare le Aree protette da terre dimenticate e abbandonate a luoghi vissuti, apprezzati, amati e difesi, capaci di riconciliare l’uomo con il suo ambiente rappresenta, oggi, una decisiva sfida per l’avvenire. Non a caso, l’Obiettivo planetario lanciato dalle Organizzazioni Internazionali e sostenuto dall’Europa e dagli Stati Uniti è di tutelare, entro l’anno 2030, circa un terzo delle terre e delle acque. È un’iniziativa che l’Italia deve condividere, puntando ad infondere maggiore energia a Parchi e Riserve esistenti e a promuoverne la creazione di nuovi, sia terrestri che marini, riconoscendo che la vocazione autentica del “Bel Paese” è rappresentare, nel cuore del Mediterraneo e dell’Europa, “Una Terra di Parchi Verdi” circondata da “Un Mare di Parchi Blu”.

La ricorrenza, il prossimo anno, 2022, del Centenario dei due primi Parchi Nazionali d’Italia, Abruzzo e Gran Paradiso, potrà essere una occasione per accendere i riflettori del Mondo sulla Natura d’Italia.

Si rivolge, pertanto, istanza al Governo ed in particolare al Ministero della Transizione Ecologica affinché sia rilanciato il ruolo delle aree protette e sia data compiuta ed efficace attuazione alla legge 394/1991.

La presente “Mozione”, letta ed approvata, viene sottoscritta:
(nome) (cognome) (ente/istituzione) (firma)

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CLICCA QUI PER SCARICARE LA MOZIONE

 

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