Antonio Di Taranto

TERRANOVA – Venti giorni, poco più poco meno, e Terranova si troverà ad avere un’altra gatta da pelare, dopo la recente soppressione dello sportello bancario.
Si tratta del campo medico stavolta e qui, tra leggi e leggine, tra numeri e numeretti, conti e conteggi, tra un si potrebbe se si volesse, un si potrebbe ma non si può, tra un dipende e un non dipende, il paese si troverà senza la copertura sanitaria che ha avuto finora.
In poche parole c’è il rischio, quasi certo, che molti pazienti si ritroveranno senza medico di famiglia perché un dottore è andato in pensione da poco ed è stato rimpiazzato, anche se solo per alcuni giorni la settimana. L’altro andrà in pensione entro il 25 p.v. e si vocifera che alcuni suoi assistiti, pochi o molti, saranno costretti a cercarsi un medico fuori paese perché non c’è capienza e nessuno è disposto a venire qui.
Chi va fuori per fare un’operazione bancaria, si dirà, ne approfitterà per fare anche una ricetta o misurarsi la pressione. Semplice!
Lo scrivente non vuole impelagarsi in argomenti molto delicati, dei quali non conosce tutti i meccanismi e percorrere il campo minato che è il pianeta sanitario.
Dice solo che non vorrebbe che Terranova, che ha sfornato ed ha tanti medici, dovesse ritrovarsi senza medici per assicurare la copertura sanitaria necessaria.
Chiede, naturalmente, come si sta affrontando il problema, se si sta affrontando, da parte dell’Amministrazione comunale. Se questa è nella possibilità di intervenire e fare il necessario per risolvere al meglio la delicata e spinosa questione. O se non l’abbia già risolta.

