L’Ambiguità della società Globalizzata

Ralf Dahrendorf ha scritto un piccolo libro pubblicato dall’editore Laterza con il titolo Quadrare il cerchio. E’ un libricino di grande attualità perché fa il punto sullo stato della società contemporanea. Infine, è un libro terribile perché le prospettive indicate dall’autore sono altrettanto terribili e le terapie suggerite non sembrano in grado di invertire la marcia.

Ernesto Calluori

La narrazione è determinata dalla globalizzazione il cui elemento dominante è la competizione in ogni settore e in ogni aspetto della vita associata. La competizione c’è sempre stata, è una delle molle dell’esistenza. Ma la novità di oggi è che essa ha sottomesso tutte le altre componenti da soggiogare le istituzioni, la tecnologia, il pensiero e perfino i sentimenti. Ha ridotto gli uomini a puri animali da combattimento dediti al più assoluto egoismo per poter avere successo e sconfiggere i concorrenti.

La scena in cui questa battaglia viene combattuta non è più quella del cortile di casa ma dell’intero pianeta; gli attori non sono soltanto gli individui, le nazioni, ma soprattutto i poteri di governance che attraversano Stati e nazioni tagliando trasversalmente i continenti, avvalendosi di tecnologie sofisticate, piegando alle loro convenienze quelle delle comunità o dei singoli in un unico processo da ridurre in un unicum.

Questa è la globalizzazione che ha creato una mobilità socialmente devastante. Ha fatto del mercato un potere per eccellenza. Combinare benessere economico, coesione sociale e libertà politica è la sfida che si trovano di fronte le società moderne. Per scoprire l’essenza della globalizzazione ci voleva, forse, questa guerra per approfondire i molteplici aspetti negativi di questo fenomeno? Dopo molto discutere per preservare un equilibrio civile per qualcosa che sembrava segnare un altro passo avanti ne veniamo scoprendo molte ambiguità. Se non sarà possibile acquistare il gas russo oppure se l’Ucraina non produrrà più grano, ci troviamo in difficoltà perché non si è pensato prima che un sistema di alcuni oligopoli avrebbe creato non pochi problemi? Ebbene, non è una prospettiva da incubo ?

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