Per una società solidale

In MTB Timpa della Guardia 030E’ il momento di ritrovare spazi di dialogo e di confronto per recuperare principi e valori, come punti orientativi e di riferimento indispensabili per il progresso e il bene di tutti noi sanseverinesi e perché cessino i contrasti, le lotte maligne e ogni altro male sociale.

Per dare davvero inizio ad una più concreta politica si dovrebbe tutti deporre in anticamera certe armi politiche improprie, parole e comportamenti discutibili, che producono soltanto una dialettica nutrita di prevenzione ed astio ideologico. Occorre perciò che anche i parlamentari, liberandosi di alcuni luoghi comuni negativi, imprimessero un influsso positivo sul costume politico, praticando la politica come servizio e non come ricerca del potere o affermazione personale, considerando l’avversario politico come un contendente sui programmi e non sempre e belluinamente trattato come nemico da distruggere, evitando di ricercare il facile consenso con posizioni demagogiche, modificando infine lo stesso linguaggio politico, molto spesso becero e saccente, nel segno della lealtà e della razionalità.

foto4sanseverino Pio XII dice il 10 febbraio 1952: “Da milioni di uomini si invoca un cambiamento di rotta… E’ tutto un mondo che occorre rifare dalle fondamenta, che bisogna trasformare da selvatico in umano, da umano in divino, vale a dire secondo il cuore di Dio”. Cambiamento di rotta vuol dire non andare più per quella strada, abbandonare la strada vecchia, deviare e andare per una strada nuova e trasformare il mondo da selvatico in umano, perché il mondo con le sue leggi è selvatico, le nostre leggi sono quasi tutte fondate sull’interesse egoistica.

Occorre denunciare l’egoismo come la causa profonda di tante divisioni e contrasti: l’egoismo è un corrosivo e un dissolvente della comunione fraterna.

E’ chiaro che qui denunciamo l’egoismo, non già in quanto naturale conseguenza ed espressione dell’essere ciascuno di noi una persona, ma in quanto degenerazione viziosa della giusta stima dei doni di Dio in noi e della giusta attenzione al giudizio degli altri sul nostro conto. E’ allora infatti che invadiamo la sfera del diritto altrui, esigendo ciò che non ci spetta.

In questo <<amore disordinato di noi stessi>> va individuata la radice prima e personale di ogni insidia alla convivenza pacifica e di ogni rifiuto all’apertura e al dialogo fraterno.

A questo punto diciamo che ci vuole molta umiltà, quell’umiltà che ci faccia accettare senza invidia e persino con fraterno compiacimento l’evidente superiorità degli altri. Ci vuole quindi una forte visione di fede per superare quell’egoismo che possiamo chiamare anti-comunitario.

Don Camillo Perrone
Don Camillo Perrone

Cari amici di San Severino, dobbiamo uscire dal nostro mondo comodo e confortato e allargare le braccia all’anziano che rimane vedovo e solo, al bambino che resta temporaneamente privo della mamma ricoverata in ospedale, ad una famiglia che scopre il figlio drogato, ad un barbone che rischia il congelamento, ad un extracomunitario che si trova senza denaro, senza casa e senza lavoro, ecc.; cioè avere quella sensibilità di scoprire rapidamente le situazioni di sofferenza e di bisogno e di offrire risposte di servizio e di condivisione.

Questo è il partito della speranza, di coloro cioè che infastiditi dal passato e dal presente, incapaci di adattarsi alle misure già consolidate della storia, si aprono al nuovo; compito preciso del cristiano è di risvegliare la diversità nel cuore dell’umanità che marcia.

Cari amici di San Severino, il paese ha urgente bisogno di coraggio, fiducia e speranza, sempre nel segno della chiarezza, dell’intransigenza, del buon senso, del rispetto dell’uomo e delle leggi, della lotta civile alla menzogna e all’individualismo; l’impegno convinto e responsabile nelle battaglie e nei contrasti – che pure ci saranno sempre – sia di fatto su una dimensione di civile dibattito, nello scrupoloso rispetto reciproco, che deve aiutare tutti i cittadini a crescere.

Un’attenzione particolare ai giovani, che sono certamente le energie più sane, più pulite, più oneste e più affidabili per avere il loro conforto continuo, anche critico, con una partecipazione più attiva, più puntuale che spesso sa invitare al coraggio per sconfiggere quella perniciosa circolante indifferenza che pervade i nostri concittadini.

Con tutte le forze lavoriamo tutti insieme appassionatamente perché non si estingua il nostro amato paese che in una sfiducia ormai stantia non riesce ad uscire dal tunnel asfittico in cui si trova da anni e così l’esodo di famiglie è quasi normale come la chiusura di attività commerciali, mentre il paese, abitato essenzialmente da persone anziane “muore” lentamente, inesorabilmente; ma dobbiamo reagire fortemente cercando di avere fiducia, speranza e spirito di iniziativa.

Cari amici di San Severino. In mezzo a tante violenze e sciagure che sono causa di pianto e di afflizione per tanti innocenti, vi invito a rivolgere gli sguardi a Cristo Gesù, vittima innocente, che si è caricato di tutte le nostre sofferenze, di tutte le ingiustizie che vengono perpetrate nel mondo, per redimerle, per espiarle. Con la forza promanante dalla sua vittoria sul peccato e sulla morte, egli ci invita a credere nella sua azione redentrice, ripetendoci con insistenza: <<Abbiate fiducia: io ho vinto il mondo!>> (Gv. 16, 33).

La sollecitazione di Gesù a metterci alla sua scuola, si rende attuale per tutti, a non trattare nessuno con violenza, ma ad essere buoni, ad <<essere miti ed umili di cuore>>.

 

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