Nicolina De Fino compie cento anni

Circondata dall’affetto delle figlie Flora e Ninetta dei rispettivi mariti Gino Coghetto e Leone (Nino) Pezzi e dei nipoti Alessandro, Isabella, Elisabetta e Luisa nonché da numerosi parenti e amici, la Zia Nicolina De Fino – vedova Febbraio, ha festeggiato il bellissimo traguardo dei cento anni.

Nicolina De Fino con le figlie e i generi

Nicolina De Fino nata a Francavilla il 1° maggio del 1922, dopo diversi anni di praticantato presso sarte del luogo, ha acquisito una brillante competenza e capacità nel cucito, tale da consentirle di confezionare corredi ed abiti nuziali per le giovani spose del paese.

All’età di 27 anni, ovvero il 28 aprile del 1949, si unisce in matrimonio con Luigi Febbraio da cui nascono due figlie, Florinda (Flora) e Maria Antonietta (Ninetta), il periodo non è certo dei migliori, i nostri territori sono attraversati da miseria e povertà diffusa, la coppia Febbraio De Fino non si arrende, vuole ad ogni costo offrire alle figlie un futuro migliore.

Nicolina De Fino con i nipoti

Il marito, per un lungo periodo, ha lavorato prima come fabbro e poi come noleggiatore, per poi emigrare al nord Italia e in Francia, spinto, anch’egli, dalla grande voglia di offrire il meglio alla propria famiglia.

La festeggiata invece, ha rappresentato un esempio di instancabile lavoratrice, non si è mai arresa alle avversità della vita, con grande lucidità e splendida forma ha affrontato e superato con successo le numerose prove a cui è stata sottoposta, ha continuato a confezionare con sempre maggior gusto e professionalità abiti per donne insieme alla sua maestra la signora Teresa Cupparo (detta Taccariell), tante sono state le allora ragazze che andavano ad imparare l’arte del cucito.

La signora Nicolina, con i suoi modi garbati e gioviali, si è fatta voler bene da tutti, tanto da conquistarsi l’affetto di molti, lo testimoniano i tanti battesimi cresime e compari d’anello che, insieme al marito, ha fatto in gioventù.

Nicolina De Fino con le figlie e i nipoti

A questa straordinaria donna che tanto ci è di esempio ancora oggi, formulo i più sinceri e affettuosi AUGURI per questo suo centenario e, nel ringraziare il Signore per avercela donata, prego perché possa continuare ad essere un riferimento per molti anni a venire.

  1. Cara zia Nicolina, ce l’hai fatta a tagliare il traguardo dei 100 anni. Quante primavere hai attraversato! Una vita vissuta fra sacrifici, gioie e speranze.
    Non sai quanto piacere mi fa saperti in buona salute, ancora presente e vigile alla tua veneranda età, circondata dall’affetto delle care figlie Flora e Ninetta, nonchè da quello dei generi e dei nipoti. Sono legato a te perché sei stata la moglie del mio zio preferito, il burbero benefico zio Luigi, ma anche per le tue intrinsiche qualità umane.
    Mi hai voluto bene e io altrettanto. Spero di poterti rivedere, salute permettendo, prima che la notte eterna ci tolga la luce per sempre. Un abbraccio grande a te, a Flora e a Ninetta.
    Filippo.

    1. Cari Filippo ho provato forte emozione nel leggere le tue parole riferite all’incompreso, burbero, ma benefico tuo zio Luigi, mio padre, come anche nel ricordare il legame affettivo con mamma. Ti ringrazio per l’esternazione affettuosa e di stima, hai rinvigorito sentimenti antichi mai sopiti e che non verranno mai meno. Grazie di cuore, ci vedremo presto. Con l’augurio che tu e mamma possiate riabbracciarvi, ti saluto con Elena insieme a mamma e Ninetta.

  2. Anch’io formulo sinceri Auguri alla Sig.ra Nicolina e fa piacere che abbia raggiunto un così bel traguardo.
    Auguri anche alle sue care figlie, Flora e Ninetta, che ricordo con affetto anche perchè, mi sembra, sono state alunne di mia madre). Come pure ricordo con nostalgia ed affetto la figura del padre Luigi, energico consigliere nelle Amministrazioni comunali guidate da mio padre durante l’epopea della lista “Aratro e Croce” su cui ormai è caduto un implacabile oblìo.
    Ancora Auguri!
    Vincenzo Viceconte

  3. Caro Vincenzo, ringrazio vivamente per gli auguri a mamma, ma anche per il ricordo e i legami di stima con tua madre avuti per la collaborazione nei primi anni della mia professione e Ninetta come sua alunna. Grazie per il ricordo di mio padre che si spese sempre e senza riserve in politica, come nella vita civile, per il bene della comunità francavillese. Grazie e cari saluti a te e in famiglia.

  4. Carissimo compar Pinuccio, così ama chiamarti mamma e così ti chiamava papà, i tuoi padrini, che ti consideravano il loro figlio maschio mancato. Dunque sì caro Pinuccio in questa premessa c’è tutto l’affetto e gratitudine per ogni ricordo, per ogni esternazione di stima che hai voluto condividere con tutti, ricordando papà, la sua personalità il suo modo di essere nella comunità e nel privato. Come pure il trascorso della vita attiva di mamma. Grazie, per ogni ricordo e per la tua presenza nelle nostre ricorrenze. Con l’augurio che sapremo sempre conservare e tramandare questi nobili sentimenti. Ti abbraccio insieme alla tua famiglia.

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