Da Giove al cocktail il passo è breve di Tony Micelotta

E’ tempo di belle letture, l’estate ne concilia il bisogno. E può capitare un testo apparentemente leggero, e pur fresco nella sua agevolezza. La dedica introduttiva è esplicativa: A tutti coloro che amano vivere la vita oltre la quotidianità.

L’astrologia nel bicchiere: qualcuno ci aveva mai pensato prima? E’ la prima domanda che viene in mente quando si ha in mano questo prezioso ed elegante libro dal titolo di per sé accattivante: Da Giove al cocktail il passo è breve. L’autore è Tony Micelotta, bolognese e giramondo in veste di Oste Tuareg Internazionale. Nei suoi 45 anni di intenso quanto entusiasmante lavoro fra un cocktail e un sorriso, ha dispensato gentilezza al di qua del banco dei più prestigiosi locali del mondo, partendo dalla sua Bologna e toccando Torino, Roma e soprattutto Londra e Washington, Gardone Riviera, Genova e in particolare il Lido di Venezia, nell’arabesco Hotel Excelsior, cuore pulsante della Mostra del Cinema più antica del mondo. Ma anche navi da crociera e locali esclusivi, dove Tony ha avuto la possibilità di incontrare personalità della cultura, elargendo la nobile arte della accoglienza.

Molti gli aneddoti che Micelotta narra in questo libro che è un bel viaggio: attori (da Mastroianni a Stallone con i quali ha avuto interscambi di cortesie), registi ed artisti, intellettuali e personaggi del jet-set (come si dice in gergo), lasciando in ciascuno di essi quel sorriso che non sa mai di ipocrita apparenza.

Tony sa narrare con garbo le sue esperienze, avendo fatto della educazione e della cultura il suo credo emancipato e palese. Questo libro (in veste doppia tradotto in inglese, per il suo carattere global) mette dunque in commistione l’arte del cocktail con l’astrologia, sua grande passione, come lo sono i classici a partire da Cicerone.

E’ stato un verso del grande latino: “l’amicizia è solida tra gli uguali” a farci percepire la sua assoluta profondità (in un nostro incontro durante la Mostra del Cinema) e comprendere come quel mestiere non sia soltanto un inventare e versare bevande ed alcolici non invasivi, bensì è la capacità di tradurre in gestualità uno stile che proviene dalla sua educazione e dalla raffinatezza di ogni gesto. Se c’è una scena o un attore cui associare i gesti di Tony, viene in mente Marcello Mastroianni in una scena del film Oci ciornie di Nikita Mickalkov (1987) quando l’attore ha in mano un vassoio di bicchieri e parla alla sua amata.

Figlio di un maestro di sartoria bolognese, Tony ha sempre manifestato nel vestire un gusto tutto suo, da italiano inconfondibile e per questo ammirato. Al suo fianco la compagna Sandra, pure proveniente dall’arte della accoglienza. Nel testo ci si imbatte in versi come: “la qualità non è mai un incidente, ma è sempre il risultato di uno sforzo intelligente”, suggeritogli da un docente di Oxford, John Ruskin.

A tradurre le sensazione del cocktail in termini astrologici è stata la lezione di vita assunta da psicologi e viaggiatori dell’anima, e soprattutto da Sandra Sponga, docente alla Libera Università di Rovereto, attenta a cogliere nei segni dello zodiaco quanto di profondo sappiano offrire, ben oltre il facile e talvolta inutile “consumo” da rotocalco. Perché l’arte di leggere le stelle viene da lontanissimo, dalle civiltà mesopotamiche. E Tony Micelotta ne ha tratto, segno per segno, la capacità di elevare l’anima in un sorso che eleva la mente e lo spirito, seguendo Giove e le sue implicazioni interiori.

(Compagnia della Stampa Massetti Rodella Editori, pagg.230, 2022)

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