Storia della industrializzazione della Valbasento – scritta dal sen Saverio D’amelio

È il 13 luglio 1959: un giorno tra i più caldi delle torridi estati in Valbasento, tanto da essere chiamata-scrive Saverio D’Amelio nel libro “Dalle lotte del metano alla industrializzazione della Valbasento, di Matera e provincia“- “la valle dell’inferno“.

Industrializzazione Valbasento

L’elicottero dell’Eni, dopo aver volteggiato sulla valle, si poserà sulla piazzola dell’Agip, nei pressi dello scalo ferroviario di Salandra. Vi discende il Presidente del Consiglio Antonio Segni, accompagnato dal ministro Emilio Colombo e dal presidente Mattei, tra gli applausi di quanti erano venuti dai paesi vicini per assistere all’eccezionale evento.

Industrializzazione Valbasento

Dall’alto dell’elicottero-continua D’AmelioSegni aveva sorvolato la vasta area tra Ferrandina, Salandra e Grottole che ormai contava ben 19 pozzi attivi.

Industrializzazione Valbasento

Il Presidente prende la parola: da’ atto a Mattei dell’intraprendenza e si augura che “la scoperta del metano, in Lucania possa contribuire ad elevare le condizioni di vita dell’intera regione e di tutto il mezzogiorno: a questa opera, lo stato democratico e il suo governo, in particolare, attendono con sforzo finalizzato al rinnovamento del Sud, cui ora l’Eni viene a portare un poderoso contributo “….

Industrializzazione Valbasento

Festa grande per i comuni della Valbasento, quel 29 luglio 1961. La gioia è stampata sui volti dei tanti cittadini che converranno a Macchia di Ferrandina-scrive Saverio D’AMELIO nel libro “Dalle lotte del metano alla industrializzazione della Valbasento, di Matera e provincia con camion e pullman, persino a piedi per assistere alla cerimonia della posa della prima pietra alla presenza del Presidente del Consiglio Amintore Fanfani, del ministro dell’industria Colombo, delle Partecipazioni statali Ferrari Agradi, di Enrico Mattei dell’ing. Faina presidente della Montecatini, del dott. Nogara della ceramica Pozzi.

Saranno 4 le prime pietre: a Salandra, a Ferrandina allo stabilimento della Montecatini e della ceramica Pozzi.

Fanfani sul palco prende la parola – come scrive D’Amelio– e sostiene che la scoperta del metano è stata senza dubbio un fatto di grande importanza. Non cambierà le cose da oggi a domani, dirà Fanfani, non è da molto che la Lucania abbia tuttavia imboccata una strada non importa se assai lunga e molto avventurosa. Si sono mosse insieme l’industria privata e l’industria di stato con massicci investimenti.

“A rendere ancora più allegra la manifestazione è la presenza di una bella coppia di giovani sposi. ”La presenza degli sposi-dirà il Presidente Fanfani, nel porgere gli auguri-è ben augurante per il futuro di queste generose popolazioni lucane”

Colombo – Segni e E. Mattei

Dopo la cerimonia a Macchia di Ferrandina le autorità si recheranno a Pisticci scalo per la posa della prima pietra dello stabilimento dell’ANIC, che a pieno regime darà lavoro a circa 3.500 lavoratori, oltre agli occupati dell’indotto e delle imprese metalmeccaniche, che nasceranno in loco –conclude D’Amelio– grazie alla intraprendenza, alla lungimiranza ed al coraggio di uomini come Angelo Pastore, Franco Soldo e Berardino Iula tra i primi.

 

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