In omaggio al Gemellaggio Marsico Nuovo Sasso di Castalda (Poesie di Giovanna Saporito) 2^ parte

IL BOSCO SI È RIFATTO IL TRUCCO

Giovanna Saporito

Spazio montuoso

alti alberi

chiome avvolgenti

sentieri incontaminati

echi di voci

contrasto di luce

un fascino ammaliante

le montagne.

Una realtà popolata di cuori pulsanti

che allietano momenti ossigenando.

Alberi slanciati

ambiente sereno

flora rigogliosa

umida natura

storie e leggende

un punto di partenza

un punto d’arrivo

terreno non dimenticato

terra dal Signore baciata.

Il bosco si è rifatto il trucco!

Un tempo due paesi erano divisi oggi si sono uniti.

La terra gli alberi le loro ombre

e le radici si sono incontrate

intrecciate in un dolce sodalizio.

Romantica dolce alba, unione, luce tra i rami

note gioiose, voci di bimbi, odori, erba

tra gli umili sentieri l’infanzia evaporata canta e passeggia.

Nel bosco del gemellaggio non ci si può smarrire

figura amica è la strada dei sentieri

il fanciullino nell’anima si ritrova ed esce allo scoperto.

In questo luogo incantato ricco di faggi, cerri

sorgenti e torrenti che sorprendono

di canti di merli, di fringuelli, di passeri che prendono

di tassi, di volpi e i cinghiali, di cavalli e mucche

che sembrano danzare senza mai fermarsi.

Un giorno nel bosco è trasporto, private emozioni

piccoli respiri e sospiri avvolti dalle note

dalle canzoni cantate dai bambini cresciuti del piccolo coro.

 

Ecco un’esperienza di un viaggio, una gioiosa passeggiata senza echi di stanchezza, una piacevole escursione in versi. Passo dopo passo si abbracciano con lo sguardo gli alberi e le loro ombre che sembrano uomini giganti con un sorriso prepotente. Un sorriso che trascina in un’aurora che con ali spiegate libera nello spazio pace, ristoro e estasi.

Nell’andare il respiro si perde nell’aria ossigenata, tra i suoni piacevoli di fruscianti foglie e un cinguettii di uccelli, in una natura che ride e colora l’anima.

Quante emozioni provano gli uomini davanti al bosco, questo colosso!

Le sensazioni che nascono e si provano, sono molteplici e svegliano pensieri positivi. Gli occhi avanzano meravigliandosi, sono affascinate le pupille dagli alberi, dai sentieri, dai rifugi. I piedi a volte con passi lenti, a volte con passi di fretta divorano la strada mulattiera, e lo sguardo rivolto in alto cerca pezzi di cielo, e a bocca aperta si guardano le cime degli alberi che sembrano toccarlo. Si intravedono uccelli volare, e seduti per una breve sosta ci si perde nella magia della natura. Canti e balli per ricordare Mariele.

Si saltella, e nel saltare si schiacciano con le pesanti scarpe le formiche, le foglie secche, l’umido muschio mentre l’orecchio ode uno scroscio d’acqua, e subito si ha voglia di dissetarsi alla sorgente.

E ne nasce un colloquio d’amore tra Marsico e Sasso, tra la natura e la gente che si sente parte integrante.

Riflessi tra i rami i raggi del sole e della luna rallegrano gli umori, e loro gioiosi non non si stancheranno mai di risplendere. Sospiri compiaci, appagamento, un brivido interiore e i due paesi si intrecciano in una raggiante intesa.

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