Con il taglio del Reddito di Cittadinanza al Sud un milione di poveri in più, la spietata analisi del Movimento Difesa del cittadino Lucano. 

Il reddito di cittadinanza ha evitato che oggi ci fossero poveri in più rispetto agli anni precedenti, dei quali tre su quattro si troverebbero al Sud. Il Rdc ha dei limiti nella capacità di portare all’inserimento nel mondo del lavoro, ma bisogna fare attenzione a scaricare sui beneficiari gli effetti della carenza di domanda di lavoro e delle inefficienze dei centri per l’impiego: tra gli ‘occupabili’ che percepiscono il reddito, solo uno su cinque ha avuto un’offerta di lavoro.

L’Italia continua a essere spaccata in due, dove il Sud scivolerà sempre più nell’arretramento a causa delle  politiche del nuovo governo a guida Meloni.

Il divario di Pil pro capite è tornato ai livelli di dieci anni fa, i consumi delle famiglie sono crollati quasi del 13%, gli investimenti nell’industria addirittura del 53%, i tassi di iscrizione all’Università tornano ai primi anni Duemila e per la prima volta il numero di occupati ha sfondato al ribasso la soglia psicologica dei 6 milioni, il livello più basso dal 1977. Questo è il Sud. Una terra a rischio desertificazione industriale e umana, dove si continua a emigrare, non fare figli e impoverirsi: in cinque anni le famiglie assolutamente povere sono aumentate di due volte e mezzo, superata la soglia di 1 milione. Il Pil del Mezzogiorno registra segno negativo, a testimonianza della criticità dell’area. Il peggior andamento del Pil meridionale è dovuto soprattutto ad una più sfavorevole dinamica della domanda interna, sia per i consumi che per gli investimenti. Anche gli andamenti di lungo periodo confermano un Paese spaccato e diseguale tornando ai livelli di 20 anni fa. Il divario tra la regione più ricca e la più povera: in altri termini, un valdostano produce oltre 18mila euro in più di un calabrese.

Questi dati porterebbero al Sud circa 1 milione di posti di lavoro in meno. I consumi delle famiglie meridionali sono scesi ancora a fronte di quelle settentrionali. La caduta cumulata dei consumi delle famiglie ha sfiorato nel Mezzogiorno il 15%, più del doppio del calo registrato nel resto del Paese. Preoccupanti anche i mancati investimenti in infrastrutture. Se nel Centro-Nord si mantengono i livelli di spesa per opere pubbliche di 40 anni fa, al Sud oggi si spende 1/5 di quanto si faceva negli anni ’70.

Un quadro devastante, il Sud ormai è sempre più povero ed abbandonato a se stesso, soprattutto da questo nuovo governo. Nel meridione la povertà assoluta è aumentata rispetto al Centro-Nord.

Per uscire dalla recessione e tornare a crescere è necessario oltre alle politiche di continuare l’erogazione del RDC, che  hanno effetti non solo sociali ma anche di sostegno anticiclico dell’economia, attivare un’azione, un piano di primo intervento, che, pur in un’ottica di emergenza, sia coerente con una complessiva strategia di rilancio dello sviluppo. Un disegno di cui lo Stato divenga responsabile e parte attiva, come regista, e non come pura entità di spesa o di sola regolamentazione dei mercati perché, il Mezzogiorno resti la grande opportunità per avviare un percorso durevole di ripresa e di trasformazione dell’economia italiana.

Nicola Lista – Presidente Regionale Movimento Difesa del Cittadino Lucano

Via Domenico Di Giura SNC 85032 Chiaromonte (PZ)

e.mail: mdc.basilicata@gmail.com PEC: mdclucano@pec.it

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