La vestizione dei nuovi ministranti per vestire i giovani e la chiesa di nuova vita (La Parrocchia anno III nr. 4)

Nella speranza di definire con sicurezza il nostro momento come l’approdo sofferto alla nuova epoca post Covid-19, riscopriamo, come non mai, la necessità e l’importanza dei riti per l’uomo… quell’ “animale politico” che forte sente il bisogno di appartenere ad una “famiglia” più grande.

I “rituali” non sono altro che la trasmissione di un significato emotivo ad un’azione. Questi aiutano a semplificare la comunicazione tra gli individui e come afferma Cristine Legare, psicologa all’Università del Texas ad Austin, i rituali “aiutano a definirci come gruppo, riflettono i valori del gruppo…”. Quanto è più vero se entriamo nella sfera religiosa, in particolare nel nostro cammino di fede.

Vestizione Ministranti dic 2022

Istituire, seguire, prendere parte al rito è per noi cristiani indispensabile per annullare il caotico mondo che ci circonda ed entrare in relazione con quella natura divina propria dell’anima che brama e cerca Dio continuamente.

Possiamo dire che quanto espresso, lo abbiamo sperimentato come comunità domenica 11 dicembre, quando si è svolto il rito del mandato/vestizione dei ministranti; rito suggestivo e coinvolgente che ha visto l’ingresso nel gruppo di sette nuovi chierichetti e il rinnovo dell’impegno da parte del restante gruppo.

La significativa giornata scelta, è stata la terza domenica di Avvento detta “dei pastori”, i primi che videro e adorarono il Messia ed è anche il giorno in cui la liturgia permette al sacerdote di utilizzare i paramenti rosa al posto di quelli viola proprio per esprimere la gioia dell’evento natalizio ormai imminente.

I ragazzi Antonio Gioele, Antonio Jacopo, Filippo, Giuseppe, Lorenzo e Rami erano trepidanti ma composti dinanzi all’altare per pronunciare le loro promesse e vestire l’abito da ministrante, la tarcisiana, che ha cambiato il loro modo di vivere la Messa e arricchirsi di Cristo.

I ragazzi sono andati in processione fino all’altare portando la veste piegata sul braccio destro e una candela accesa nella mano sinistra. Arrivati dinanzi alle mamme hanno consegnato loro veste e candela e lì, in quel momento, i genitori hanno sentito di dovere e potere condividere questo momento di crescita e questo dono di fede dei loro figli.

Seduti nelle prime panche, dopo l’omelia, erano pronti a balzare in piedi e dirigersi verso l’altare alla chiamata del cerimoniere e loro responsabile e amico Pierpaolo. Chiamati per nome hanno risposto tutti con un “Eccomi” che ha riecheggiato nella chiesa piena di fedeli donando quel brivido che solo chi alza lo sguardo e sente forte la presenza di Cristo ha l’impressione di riempirsi di coraggio per affrontare tutto nella vita! Momenti salienti che ci fanno capire come la Chiesa possa aiutare noi genitori a far crescere i figli e renderli in grado di affrontare decisioni e situazioni “serie”, come definite da alcuni di loro, in modo autonomo e sereno.

Il prete li ha accolti e li ha invitati ad impegnarsi sempre più nel loro servizio all’altare, mettendo a disposizione i propri talenti senza paura.

Il rito ha coinvolto tutta l’assemblea: era viva l’emozione trepidante sia nei bambini che tra i genitori soprattutto nel momento in cui sono stati invitati ad aiutare i loro figli a vestire la tunica.

Vestizione Ministranti dic 2022

I nuovi ministranti dopo la benedizione del sacerdote, vestiti di luce come gli apostoli, hanno preso posto sul presbiterio pronti a far fede all’impegno di servire e amare il Signore. È stato bellissimo vederli tutti intorno al sacerdote: tutti quei giovani sembravano comunicare un messaggio di speranza per il futuro della Chiesa e del Mondo. “Il seme è stato gettato nella speranza che i frutti siano copiosi!”. Come genitore ringrazio il Signore per questo dono di fede; ringrazio la Chiesa come comunità con il sacerdote, il responsabile dei ministranti, i catechisti che ci ricordano di non essere soli nell’arduo compito di crescere al meglio e nella Grazia di Dio i nostri figli e, soprattutto, ringrazio i ragazzi che hanno ascoltato questa chiamata e dimostrano che la fede in Cristo e la via da seguire che Lui ci ha indicato non si raggiunge solo con la preghiera ma anche con il servizio verso gli altri con il grande desiderio che si incanala in un sussurro: “Signore fa di me il tuo servo!”. Ogni genitore non smetta mai di pregare per i propri figli sicuri che Gesù continuerà sempre a lavorare in loro e indicargli la via. Auguro a tutti questi giovani il coraggio di San Tarcisio protettore dei Ministranti.

La giornata si è conclusa con un momento di convivialità, dove genitori e ragazzi hanno sottolineato che ogni esperienza condivisa crea legami di amicizia e gioia.

Ecco le voci di alcuni dei protagonisti: Vincenzo Giosuè (12 anni – ministrante che ha rinnovato le sue promesse): “Sono davvero fiero che nuovi chierichetti si siano presentati all’altare per ricevere questo mandato perché tra di loro c’era anche mio fratello più piccolo, ma, soprattutto, perché noi più grandi abbiamo potuto ispirarli e aiutarli. Fare il ministrante per me è importante perché essere parte integrante del rito della Messa mi ha fatto riscoprire la spiritualità e la presenza di Gesù in quei momenti, mentre prima vivevo la celebrazione solo come un dovere noioso. Sono fiero di aver scelto da solo di fare una cosa così seria come servire all’altare e aiutare il prete in un momento così importante.”.

Vestizione Ministranti dic 2022

Antonio Gioele (10 anni – divenuto un nuovo chierichetto): “In quel momento mi sentivo molto emozionato ma soprattutto avevo la sensazione che non so spiegare di sentirmi davvero bene.

Ho voluto diventare ministrante per avvicinarmi a Gesù e portare la sua parola e il suo esempio in tutte le case, con tutte le persone che incontrerò. La Messa è diventata piacevole e mi sento finalmente utile a Gesù e lo sento più vicino e presente. Aiutando il prete a servire la Messa aiutiamo noi stessi ad accogliere Gesù dentro di noi. Sono diventato uno strumento di Dio per il bene ed è davvero bello!”.

N.B.: chi è impossibilitato a reperire il cartaceo oppure desidera scaricare il giornale “La Parrocchia” basta cliccare sul link a seguire.

La Parrocchia anno 3° n.4

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