Ernesto Calluori
Bande di giovani teppisti che prendono il controllo di piazze e strade mettendo a soqquadro le vie della movida, malmenando la gente. Andare in fondo al disagio giovanile è difficile se non impossibile. Nelle grandi città sono mostrate le immagini di baby gang che assaltano le persone, violentano le coetanee, picchiano invalidi ed emarginati. Inoltre, scippi, furti, rapine, spaccio di sostanze stupefacenti.

Si parla di una escalation della violenza che pervade le giovani generazioni di ogni ceto sociale. Certamente, però, è possibile ragionare intorno ad una mancanza di capisaldi, gli stessi che hanno riguardato le nostre vite vissute.
Oggigiorno, è in crisi la famiglia; è in crisi la scuola. La scuola ha la responsabilità di essersi defilata dal ruolo educativo. Gli insegnamenti si limitano a riempire di concetti le menti dei discenti senza occuparsi della formazione umana per diventare dei veri cittadini. La famiglia impegnata nel lavoro e nella fatica di sostenersi economicamente, limita la responsabilità, a volte, della mancata educazione dei figli.
La Televisione e i Tg hanno la responsabilità di raccontare sempre e solo la violenza nei minimi dettagli. Sono pochi i programmi rivolti a un pubblico giovane e di questi sono ancor meno quelli che ripropongono modelli positivi.
La politica che ha lasciato i giovani a se stessi con la impossibilità di una visione sociale nuova, ha la responsabilità di essersi venduta ai poteri forti. Resta la Chiesa con i suoi 2000 anni di storia ed errori a difendere l’amore verso il prossimo. Le responsabilità, dunque, sono molte e diffuse. Sono i valori sbagliati che si trasmettono la causa e l’effetto delle insoddisfazioni, delle frustrazioni che generano la violenza giovanile.
