Competitivi e innovativi nel modello economico

L’ultima ricerca Svimez ci ha informato che sono a rischio oltre venticinquemila imprese del Sud.

Pur nei limiti delle nostre modeste possibilità ci sforziamo di dare precise indicazioni con puntuali suggerimenti per le “policy” di sviluppo territoriale della Basilicata. Abbiamo bisogno di tanta competenza e di tanta chiarezza espositiva. La lettera di Acito ne è un esempio per restare sul tema…PALPABILE.

Area Industriale Val Basento

Abbiamo bisogno di lasciare traccia in un mondo lucano dove non esiste più garbo istituzionale.

Era d’obbligo avere fiducia nel PNRR , nelle nuove professioni e nelle nuove figure professionali.

Con questi “vuoti a perdere” che si protraggono nel tempo ingiustificatamente e con questa patogena afasia politica saremo in grado di costruire una nuova passione civile e una nuova e seria società multidisciplinare. Società multidisciplinare in grado di superare i desueti egoismi dei vari Ordini Professionali riproponendo i tre accantonati fattori industriali della Competitività, della Ricerca e dell’Ammodernamento di una macchina burocratica capace di valorizzare la vera imprenditoria lucana (anche se in presenza di una disastrosa gestione ASI e di una disastrosa rete infrastrutturale).

Fattori che languono da secoli e sfociano in patogene crisi industriali, sempre più brutali.

Le terrificanti chiusure industriali e le orribili delocalizzazioni sono il prodotto di questi “disastri”. Da secoli sono stati vanificati i quattro pilastri della qualità dell’ambiente “macroeconomico”: “L’efficienza della P. A., l’accesso alla finanza regolata, l’adeguatezza delle infrastrutture, le nuove tecnologie”.

Lo dobbiamo amaramente costatare che questi tre seri fattori industriali non sono mai stati attivati e ci pongono in una situazione di estrema inadeguatezza, nonostante la “scialuppa” del Recovery fund.

La lettera di Acito che vi consiglio di leggere cari amministratori regionali, provinciali e comunali ci impone di riprendere quel serio cammino vocato alla competitività tanto agognato dalla vecchia legge regionale n. 1/09 e brutalmente interrotto da una politica con la p minuscola (per rifarmi ad Acito).

 

Una competitività cari politici che sarebbe dovuta partire dalle nostre risorse endogene per chiudere definitivamente con un presunto sviluppo socio-economico di “riserva” e di “riflesso” che non ha mai creato un serio indotto locale e una vera Autonomia.

Senza AUTONOMIA non si crea né sviluppo socio-economico, nè agricolo , né industriale.

La Lettera di Acito coltivava questi buoni propositi bandiva il nostro secolare “MERCATO” di riserva, pur in presenza di tante risorse energetiche idriche e paesaggistiche, tendeva a superare questa fase ambigua e indistinta del nostro modello economico e suggeriva proposte e progetti finalizzati al ritorno dei cervelli in fuga…il tutto vanificato da un sordomutismo politico odierno ipocrita e ignavo.

Armando Tita

Sociologo

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi