on. Peppino Molinari
Negli anni ‘50, ‘60 e ’70 del ‘900 il voto era una questione di democrazia molto sentita. Si partecipava ad ogni costo.
Anche chi era emigrato cercava di tornare nei paesi di origine, per esercitare questo diritto-dovere. Gli stessi Partiti si organizzavano per far tornare a casa i propri potenziali elettori.

Il Partito Comunista era il più bravo ad organizzare treni e pullman straordinari per far tornare in Basilicata gli operai che lavoravano nel Nord Italia o anche in Germania e Svizzera.
Forte era la competizione tra i Partiti, quasi una “gara”, per assicurarsi il voto degli emigrati, spesso risultato determinante per l’esito delle elezioni amministrative.
Rientrava anche chi lavorava nella Pubblica Amministrazione in altre regioni, spesso qualche giorno prima, per partecipare ed essere protagonisti negli ultimi giorni di campagna elettorale.

Queste foto ricordano una storia di Albano di Lucania. Nicolino Molfese, ispettore della dogana a Ponte Chiasso (Como) rientrava per tenere il comizio di chiusura della campagna elettorale con il segretario di Sezione della Dc dott. Luigi Ponzio, il prof. Giovanni Gorgoglione e Bollettieri (nella foto).

Negli anni ’60-’80, particolarmente accanita e dura era la competizione con il Psi. La Dc era forte e radicata.
Otteneva ottimi risultati alle elezioni politiche. Non nelle Amministrative, dove il Psi era vincente. Aveva, infatti, nelle sue fila figure carismatiche come i fratelli Martino e Franco Adamo, scomparso di recente.

Della Dc di Albano di Lucania fecero parte diversi professionisti che, per motivi di lavoro, furono costretti ad emigrare.
Ricordo Peppino Molfese, Pinuccio e Carlo Netri, Facciuto, Gianni Armento, Vito Dragonetti, Francesco, Nicola Veralli ed altri, che non poterono ricoprire ruoli politici e amministrativi nel proprio paese, anche se ritornavano ad Albano per le campagne elettorali e nei periodi estivi.

Leader della Dc di Albano ne decennio ‘60-‘70 fu una persona di indubbio prestigio: Luigi Ponzio, che aderì nel 1962, dopo essere stato espulso dalla Sezione del Psi di Albano, insieme a Nicola Torre, perché “colpevoli di aver sostenuto le tesi autonomiste di Nenni, contro la linea carrista della maggioranza della Sezione”- come scrive Ciccio Cioffredi.
Luigi Ponzio fu un combattente politico, tenace ed appassionato. Esercitò il suo ruolo di medico con amore e competenza verso tutti, senza discriminazioni politiche.

La Dc tornò alla guida del Comune nel 1990, dopo decenni di opposizione. Fu eletto Sindaco Vito Benedetto affiancato da una nuova classe dirigente, composta in gran parte da giovani.

Quelli erano tempi in cui anche i leader locali, uomini politici, sindaci e consiglieri comunali non “nascevano” per un incidente di percorso o per essersi trovati al posto giusto nel momento giusto.
La politica era “scuola di vita”; un percorso lungo e coerente, che premiava la qualità e la professionalità degli uomini che facevano la differenza.

Albano di Lucania è veramente, in tal senso, un piccolo scrigno!








